Jeff Bezos hackerato dagli arabi, c’è il principe saudita dietro il malware

Clamoroso risvolto finale dietro le indagini sull'accatto hacker subito da Bezos nel 2018.

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Clamoroso risvolto finale dietro le indagini sull'accatto hacker subito da Bezos nel 2018.

Spionaggio politico più che tecnologia in senso stretto. L’attacco hacker subito da Jeff Bezos nel 2018 sta assumendo connotati sempre più inquietanti. E’ infatti notizia di ieri che a inviare il malware al re di Amazon sia stato addirittura il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammad Bin Salman.

Bezos hackerato

L’ad di Amazon pare quindi sia stato colpito dal principe stesso, queste le conclusioni delle indagini secondo le quali dunque il principe saudita avrebbe inviato uno spyware attraverso il suo account Whatsapp. A riportare la notizia con un grosso scoop è The Guardian, ma naturalmente il principe non ci sta e contrattacca: “I recenti resoconti dei media che suggeriscono che il regno sia alla base di un hacking del telefono di Jeff Bezos sono assurdi”, ha twittato l’ambasciata dell’Arabia Saudita negli Stati Uniti: “Chiediamo un’indagine su queste affermazioni in modo da poter scoprire cosa sta succedendo”. 

L’attacco tramite spyware è arrivato nel maggio del 18 sull’account WhatsApp di Bezos, ed è stato individuato dalla squadra di analisi forense che ha al momento stabilito che il mandatario è il principe arabo. All’epoca, lo spionaggio sul profilo WhatsApp del boss di Amazon fu causa della scoperta della sua relazione extraconiugale, ma naturalmente lo scopo di tale hackeraggio era tutt’altro, e gli esperti ora vedono un chiaro collegamento tra questo attacco e l’omicidio Jamal Khashoggi, il giornalista ucciso nell’ottobre 2018 nell’ambasciata del suo paese a Istanbul, a 5 mesi dall’attacco spyware.

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