Internet bene primario italiano: tutti lo vogliono, ma pochi lo usano

Per gli italiani internet è un bene primario e fondamentale alla pari di luce, acqua e gas: eppure, secondo l'ultimo sondaggio Swg in merito, ancora pochi utenti sanno usarlo veramente.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Per gli italiani internet è un bene primario e fondamentale alla pari di luce, acqua e gas: eppure, secondo l'ultimo sondaggio Swg in merito, ancora pochi utenti sanno usarlo veramente.

Si può vivere oggi senza internet? Ci si può svegliare la mattina senza accendere il PC, aprire un browser e digitare sulla barra di ricerca il classico www? No: come acqua, luce e gas, anche internet entra nell’elenco dei beni primari e fondamentali per gli italiani. Eppure qualcosa non quadra: il sondaggio dell’istituto SWG ha focalizzato come per gli italiani internet sia ormai diventato indispensabile, eppure non tutti lo usano, e tra quelli che lo utilizzano sporadicamente, serpeggia la convinzione di usarlo male, o di non sfruttarne appieno le potenzialità. E’ questo il quadro paradossale che vive un’Italia in cui quotidianamente si parla di digitalizzazione in ogni campo, ma che allo stesso tempo risulta ancora abbastanza lontana da un utilizzo saggio e ponderato della rete.   Il 44% del campione intervistato dalla società di ricerche SWG considera la connessione internet fondamentale, al pari di acqua, luce e gas. Internet è molte cose, ma per il 51% degli intervistati risulta fondamentale in diversi contesti, tra cui in primis lo sviluppo delle persone in ambito socio-culturale ed economico. Il 41% del campione, invece, afferma convinto che internet sia indispensabile per migliorare la qualità della vita. Insomma, gli italiani pensano ogni bene della rete, al punto tale da elevarlo a bene primario, quasi alla pari degli altri servizi di cui quotidianamente si servono. Nonostante questa consapevolezza acquisita, il sondaggio SWG pone la luce anche su un paradosso: sì, gli italiani amano internet e lo ritengono fondamentale, eppure solo in pochi lo usano – o sanno usarlo – veramente.   Circa il 40% degli intervistati ha infatti affermato di non essersi servito di internet nell’ultimo trimestre – le ricerche sono state effettuate tra il 9 e l’11 novembre – mentre il 41% di chi utilizza la rete è ben consapevole delle potenzialità che offre la rete e di come esse possano essere sfruttate, a differenza del 35% che invece vorrebbe essere più istruito sulle possibilità e sul giusto modo di utilizzo di internet. Significativo anche quel 14% del campione raccolto dall’istituto che invece confessa apertamente di avere conoscenze risicate o piuttosto scarse del mezzo internet.   Un dato molto importante che evidenzia la situazione paradossale italiana, inoltre, è la disparità tra la quantità dei servizi online offerti dalla PA e la quantità di accessi a questi servizi stessi da parte degli utenti italiani. E’ per questo motivo che va data ragione a quel 39% di utenti che giudicano male l’utilizzo e la frequenza di fruizione dei servizi internet da parte degli italiani. Ciò è altamente emblematico della strana situazione italiana, in cui l’offerta supera la domanda. Ma è davvero solo questo? Una buona parte degli utenti italiani giudica tali servizi inefficienti o incomprensibili ed è per questo che non li utilizza: mancano di quella che viene comunemente definita user experience.   La voglia di digitalizzazione c’è, ma probabilmente mancano le idee chiare in merito: sulla digitalizzazione delle scuole, un tema molto di moda in questi giorni, gli italiani si dividono, con il 35% del campione che afferma come sia meglio digitalizzare abbastanza la scuola, una percentuale superiore al 30% che invece si ritiene convinta che le attrezzature tecnologiche all’interno delle aule scolastiche possono rappresentare una soluzione efficace per una istruzione di maggiore qualità. Il 22%, invece, è ancora poco avvezza all’utilizzo delle strumentazioni tecnologiche a scuola e ritiene che non si debba fare molto in termini di digitalizzazione scolastica. La percezione di internet con gli altri contesti risulta piuttosto incerta: solamente il 29% del campione, infatti, considera internet uno strumento efficace finalizzato a creare maggiori posti di lavoro.   Ma qual è il vero problema che intercorre tra l’Italia e internet, tra l’Italia e il digitale? Con ogni probabilità la velocità di connessione, che ancora risulta lenta nel nostro Paese non solo a livello europeo, ma anche a livello mondiale. A seguire la mancanza di un’istruzione adeguata ed efficace, che parte proprio da una mancanza, vale a dire quella digitalizzazione scolastica di cui si parla da tanto tempo ma sulla quale la pratica tentenna ancora un po’. Considerando che la rete rappresenta uno dei principali posti di lavoro e funge da trampolino di lancio per le nuove professioni digitali e non, l’Italia rappresenta ancora un paradosso culturale piuttosto che tecnico. I mezzi ci sono insomma, ma come dicevamo prima l’offerta supera ancora la domanda. La sveglia, adesso, serve agli utenti italiani: un’iniezione di fiducia verso un mezzo del quale forse percepiscono ancora soltanto i lati negativi.

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Argomenti: Tendenze del web

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