Internet 2020: 5 miliardi di persone connesse (soprattutto da smartphone)

Entro il 2020 saremo costantemente connessi alla rete, soprattutto tramite dispositivi mobile e tecnologie indossabili: ecco le conseguenze sul mondo del lavoro.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Entro il 2020 saremo costantemente connessi alla rete, soprattutto tramite dispositivi mobile e tecnologie indossabili: ecco le conseguenze sul mondo del lavoro.

Entro 5 anni saremo costantemente connessi alla rete, nella quale entreremo non solo tramite dispositivi mobile – soprattutto smartphone – ma anche attraverso le tecnologie indossabili, come possono essere i Google Glass o anche gli smartwatch. A oggi sono ben 2,8 i miliardi di persone connessi alla rete, ma tra 5 anni si stima che saranno 5 miliardi. Un salto drastico e imperativo che segnala emblematicamente come in questo campo il tempo sia caratterizzato da una relatività impressionante: si viaggia veloce e le cifre e i dati aumentano a vista d’occhio. Per il managing director di Google Italia, Fabio Vaccarono – anche membro del management di Google Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), urge “una riconversione culturale“. Dati e stime di cui sopra sono stati snocciolati in occasione di un incontro a Roma sull’Industrial Internet.   Già oggi un italiano su due possiede uno smartphone, che usa quotidianamente per navigare sul web, informarsi e gestire la posta elettronica. Secondo le stime, oggigiorno un utente prende in mano lo smartphone 150 volte al giorno. Entro il 2020, invece, vivremo costantemente connessi alla rete. Negli ultimi anni la consultazione di notizie e altre informazioni si è drasticamente triplicata ed è un trend destinato ad aumentare. Le connessioni, secondo Vaccarono, si effettueranno soprattutto tramite dispositivo mobile, specialmente smartphone, ma anche tecnologie indossabili. Ciò porterà a una conseguente crescita del cloud computing, con un numero di servizi destinato rapidamente a moltiplicarsi nel corso dei prossimi 5 anni. La rete entrerà prepotentemente non solo nella vita quotidiana, ma anche nel contesto professionale.   La cultura digitale, infatti, si dipanerà soprattutto nell’ambiente lavorativo. Google si introdurrà radicalmente nello sviluppo di soluzioni legate al cloud computing, cercando di arginare le aziende concorrenti come Amazon (Amazon Web Services) e Microsoft (Microsoft Azure), che sui servizi cloud da offrire alla utenza stanno già ampiamente lavorando. Ma entro il 2020 si prospetta un incremento delle forze digitali nel campo business: l’85% dei mestieri inclusi nel mercato del lavoro urgeranno di competenze e conoscenze digitali ed entro i prossimi 5 anni si stima che vi saranno all’incirca 850 mila posti di lavoro per i quali i requisiti digitali avranno la massima priorità.   Un problema per tutte quelle imprese che ancora non riescono a tradurre correttamente cosa significa internet e a quale scopo possa servire per la propria azienda. Come nel caso dell’Italia. Vaccarono ha infatti affermato che il 40% degli imprenditori italiani “è convinto di non aver bisogno di internet”. La risposta di Google al programma di incentivi alle startup promosso da Microsoft si traduce nel lancio del progetto Crescere in Digitale, sviluppato in collaborazione con il ministero del Lavoro e Unioncamere, finalizzato a divulgare le conoscenze e le competenze digitali tra i giovani e a costruire un ponte tra il web e le aziende italiane.

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Argomenti: Tendenze del web