Immuni, che fine ha fatto l’app che doveva guidarci da oggi

A che punto siamo con l'app Immuni? Ancora in alto mare.

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A che punto siamo con l'app Immuni? Ancora in alto mare.

Tra i grandi flop di questa preparazione alla fase 2 c’è anche l’app Immuni, quella scelta dalla task force governativa per guidarci durante la fase 2. Certo, giustamente molti diranno che il più grande errore del Governo sia stato quello di non rispettare i tempi di accredito della disoccupazione e di non aiutare doverosamente i commercianti, ma anche questo flop dell’app fa il palio con le cose “all’italiana” che sono state fatte in questo periodo.

Immuni, l’app è sparita?

Innanzitutto, diciamo che l’app in questione non è sparita, nel senso che non ce la siamo tolta definitivamente di mezzo, alla fine l’applicazione per guidarci nel distanziamento sociale di questa fase 2 che inizia proprio oggi ci sarà, ma la sua release è in netto ritardo per questione tecniche. Doveva infatti essere pronta per l’inizio della riapertura (seppur parziale) del paese, proprio per avere uno start in concomitanza con i nostri spostamenti.

Mentre nella stanza dei bottoni c’è chi annuncia che presto l’app sarà collegata al fascicolo sanitario, ricordiamo che le parole di Conte furono chiare, sarà assolutamente facoltativa, quindi sostanzialmente inutile. Gli esperti infatti ci dicono che almeno il 65% degli italiani dovranno scaricarla per renderla efficiente. Il suo essere facoltativo però fa gioire coloro che ancora nutrono forti dubbi sulla privacy.

Ancora ieri infatti La Stampa scriveva che c’è poca trasparenza sulla scelta e sui diritti coinvolti nel suo funzionamento. Tralasciamo invece proprio su questo funzionamento, per molti definito cervellotico. L’app infatti non ci dice chi sono i positivi che incontriamo durante il nostro percorso, bensì i positivi che un giorno saranno. Ovvero, registra i nostri contatti, e se questi entro 15 giorni dovessero risultare positivi, allora ne saremo avvertiti.

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