Il malware che ruba le password del pc arriva anche in Italia, home baking a rischio

Pericolo per i naviganti, anche in Italia arriva la mail che infetta il pc. Ecco cosa fare per evitare che il malware rubi le vostre password.

di Daniele Magliuolo, pubblicato il
Pericolo per i naviganti, anche in Italia arriva la mail che infetta il pc. Ecco cosa fare per evitare che il malware rubi le vostre password.

Paura e terrore dal web, anche l’Italia finisce sotto l’ascia terribile dei cyber criminali. Negli ultimi giorni è spuntata una clamorosa notizia che spaventa tutti, un malware che è in grado di infettare il nostro pc e rubare le nostre password, compresa quella che utilizziamo per accedere al nostro conto bancario.

Virus in Italia, home banking a rischio

Si chiama Ursnif ed è stato scoperto dai ricercatori CSE, CybSec Enterprise i quali ci svelano anche importanti informazioni su come realmente funziona questo pericoloso virus, ma sopratutto ci dicono come difenderci dal pericolo di rimanere infettati e quindi vulnerabili e a rischio di perdere tutti i nostri soldini sul conto. A quando pare, le vittime ricevono un’email con allegato un documento Word che richiede l’abilitazione di una serie di comandi che permettono la visualizzazione dello stesso. I criminali hanno anche inscenato una discussione pre-esistente tra mittente e destinatario all’interno della mail, per convincerci che sia tutto reale.

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Ad ogni modo, il malware si instaura nel pc una volta abilitato il contenuto della mail, poiché nel messaggio vi è un allegato, si tratta di un documento Word che finge di essere stato creato con una versione precedente di Microsoft Office e invita l’utente ad abilitare le funzioni per essere letto. Una volta abilitata tale funzione ecco il patatrac. A nulla servirà riavviare il pc, poiché questo virus è stato progettato proprio per resistere anche a questo, praticamente si metterà in funzione ogni volta che accenderete il computer.

Non si tratta dello stesso virus proveniente dalla Russia che ha colpito l’Ucraina nelle scorse settimana, ma di qualcosa di molto simile, che usa una tattica diversa per fare però sostanzialmente la stessa cosa e con lo stesso meccanismo o quasi. Naturalmente, l’unica cosa da fare è non attivare le funzioni richieste per leggere l’allegato e contattare poi un esperto. Per riconoscere il messaggio ingannevole ecco alcune dritte fornite sempre dal CSE: la presenza dell’allegato sospetto è sicuramente un indizio, l’altro è l’italiano scorretto usato nel messaggio, probabilmente creato in malo modo dagli hacker con Google Translate.

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Argomenti: Notizie, Sicurezza

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