Il creatore del web, Tim Berners-Lee, vende il codice sorgente originale in NFT

Il codice sorgente originale del web messo all'asta in NFT.

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Se non conoscete Tim Berners-Lee, allora dovreste fare mea culpa. Stiamo parlando dell’inventore del web, il mondo di internet per come lo conosciamo oggi. Ebbene, l’informatico, già insignito del premio Turing nel 2016, ha deciso di mettere all’asta sotto forma di NFT il codice sorgente di internet, quello originale della creazione.

Il creatore del Web e gli NFT

Il codice sorgente originale del World Wide Web messo in vendita sotto forma di NFT, ossia i non fungible token, tradotti letteralmente con token non fungibili. La nuova valuta virtuale potrebbe avere anche un maggior successo delle crypto, soprattutto visto il momento difficile di queste ultime. Tale tipo di token non reclinabile, quindi unico, è in sostanza un gettone che non è intercambiabile reciprocamente. Ma cosa vuole fare Tim Barnes-Lee con questo NFT? Sin dal loro esordio, queste speciali monete virtuali si sono legate al mondo dell’arte, e quando si parla di creazione, come nel caso dell’invenzione del web, possiamo comunque accomunarla a qualcosa di artistico, per quanto sia invece molto più vicina alla scienza.

Da qui l’idea, probabilmente geniale, di vendere il codice sorgente originale del noto WWW, sotto forma di NFT. L’asta partirà il 23 giugno e durerà fino al 30 dello stesso mese. Ad ospitarla sarà la nota casa d’aste Sotheby’s, che ormai non è nuova a questo tipo di vendite virtuali, visto che si è occupata anche di altre prodotti venduti in NFT. Le offerte saranno a partire da 1000 dollari, e l’incasso sarà devoluto in beneficienza alle iniziative supportate da Sir Tim e Lady Berners-Lee.

NFT e web, cosa c’è nel codice?

A questo punto la domanda nasce spontanea? Cosa c’è nel codice sorgente originale del web? Perché spendere migliaia di dollari per acquistarlo? Naturalmente, perché stiamo parlando di un pezzo di storia, anzi forse la cosa che più di tutte ha cambiato la storia negli 50 anni.

Il codice è composto da circa 10 mila righe contenenti i tre linguaggi e i protocolli inventati dall’informatico, ossia HTML, HTTP e URI. Ci sono inoltre pagine web firmate da Barnes-Lee in persona, a mo di quadro firmato. Ecco le parole del protagonista nella lettera rilasciata per la presentazione dell’asta.

“Tre decenni fa, ho creato qualcosa che, con il successivo aiuto di un enorme numero di collaboratori in tutto il mondo, è stato un potente strumento per l’umanità. Per me, la parte migliore del web è stato lo spirito di collaborazione. Anche se non faccio previsioni sul futuro, sinceramente spero che il suo uso, conoscenza e potenziale rimangano aperti e disponibili per tutti noi per continuare a farlo innovare, creare e avviare la prossima trasformazione tecnologica, che non possiamo ancora immaginare. “Perché ho scelto un NFT? Beh, è una cosa naturale da fare quando sei un informatico e quando… scrivi codici e lo fai per molti anni. Mi sembra quindi giusto firmare digitalmente il mio autografo su a artefatto completamente digitale”.

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