Il 5G è pericoloso? La scienza ci dice di non temere

Fa davvero male il 5G? Gli esperti confutano le tesi più preoccupanti.

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Anche in Italia c’è una folta schiera di oppositori al 5G, il nuovo che avanza è ormai alle porte, la nuova connessione sta per arrivare anche dalle nostre parti, eppure c’è chi proprio non vuole farsene una ragione, a dispetto di emittenti scienziati che invece ci rassicurano dicendo che non abbiamo nulla da temere. Come stanno quindi realmente le cose?

Il 5G fa davvero male?

Ci sono due studi che sostengono la sua pericolosità, quello dell’istituto Ramazzini e quello del National Toxicology Program americano, che rivelano un possibile aumentato del rischio di tumore per l’esposizione di ratti a onde elettromagnetiche. Per non parlare poi dei tanti uccelli trovati morti in Olanda, dove era stato installata la nuova rete. In Italia si è creata un’associazione che combatte la nuova rete dal nome di Alleanza Stop 5G, gruppo cui aderiscono il magazine Terra Nuova, Oasi Sana, Associazione italiana elettrosensibili, Associazione elettrosmog Volturino, Istituto Ramazzini, Associazione obiettivo sensibile, comitati Oltre la MCS e No Wi-Fi Days.

Sempre in Italia, però, esiste anche la parte contraria, quella che invece smentisce e confuta le tesi appena proposte. In questo caso si tratta del gruppo Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), CReSM (Centro Radioelettrico Sperimentale G. Marconi), Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti, Icnirp (organismo non governativo, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) Istituto superiore della sanità.

A quanto pare, smentire appunto le tesi in questione pare facile, l’esperimento sui ratti, infatti, non era effettuato sul 5G, ma su 2G e 3G. La preoccupante frequenza dei Mhz invece è la medesima dei nostri televisori. Infine, la notizia del branco di uccelli morti per il 5G in Olanda è una bufala, poiché nel luogo in questione non è stato ancora installato, e la morte dei volatili è da imputarsi ad alimentazione avvelenata.

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