Il 4K è davvero così utile e importante?

La tecnologia 4K è davvero così utile e importante? E sarà mai applicata al cinema? Ecco, il legame tra cinema e 4K sembra ancora distante dal realizzarsi: 3 registi ci spiegano il perché.

di Daniele Sforza, pubblicato il
La tecnologia 4K è davvero così utile e importante? E sarà mai applicata al cinema? Ecco, il legame tra cinema e 4K sembra ancora distante dal realizzarsi: 3 registi ci spiegano il perché.

La tecnologia 4K potrebbe essere decisamente inutile, almeno secondo il parere di 3 registi: il 4K che sta invadendo i diversi dispositivi tra cui tablet, computer e soprattutto TV corrisponde alla risoluzione UltraHD e garantisce, come abbiamo sempre detto quando ne abbiamo parlato, una maggiore definizione dei dettagli.   Tuttavia il 4K potrebbe presentare anche diversi problemi, soprattutto se si pensa al mondo del cinema. Sono 3 opinioni che raggiungono un unico traguardo, ma ci regalano anche un interessantissimo spunto di riflessione.  

Il cinema e il 4K

I 3 registi presi in considerazione sono Bill Bennett (Kiss or Kill, 1997), Geoff Boyle (Dark Country, 2009) e Rodney Charters (Kull il conquistatore, 1997), che non saranno i nuovi Kubrick ma sicuramente di un certo cinema (di genere, soprattutto) se ne intendono. Sono loro a preferire i colori forniti dalle pellicole Kodak rispetto a quelli offerti dalla tecnologia 4K.   Per Bill Bennett, ad esempio, il problema del 4K al cinema sta nel modo di riprendere gli attori: le attrici brave – e molto pagate, ci tiene a precisare – non desiderano che si punti loro addosso una videocamera 4K senza filtro di diffusione. E con l’aggiunta del filtro, la risoluzione 4K potrebbe far male al tipo di ripresa.   Per Geoff Boyle, invece, la risoluzione non è importante: restano i filtri di diffusione, le retine, le calze a coprire le ottiche e a dare l’effetto desiderato, al fine di ridurre il livello di nitidezza. Le cose più importanti per le riprese di un film, secondo Boyle, sono “la gamma dinamica e la resa dei colori“.   Rodney Charters è sulla stessa lunghezza d’onda: la totale nitidezza offerta dal 4K può distrarre lo spettatore dal vero punto focale della scena. Quest’ultimo non guarda quello che il regista vuole fargli vedere, ma si smarrirebbe nell’insieme di contenuti e di elementi visivi che il 4K dispiega in tutta la sua potenza.   Se volete guardare l’interessante tavola rotonda sul 4K e il cinema, cliccate qui.

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Argomenti: Audio-Video, Nuove tecnologie

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