Huawei ora guida anche le auto con i suoi smartphone, ecco RoadReader

Grande dimostrazione da parte di Huawei, ora l'intelligenza artificiale del Mate 10 Pro è capace anche di competere con la tecnologia per le auto a guida autonoma.

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Grande dimostrazione da parte di Huawei, ora l'intelligenza artificiale del Mate 10 Pro è capace anche di competere con la tecnologia per le auto a guida autonoma.

Anche Huawei non vuole perdere tempo e sfruttare la gallina dalle uova d’oro che si sta dimostrando essere la guida autonoma. Ormai tutti sono a caccia della grande tecnologia che renda possibile tutto ciò senza alcuna conseguenza. Ma probabilmente l’azienda asiatica aveva già la soluzione in casa.

Huawei e l’IA, ecco come si arriva alla guida autonoma

Il Huawei Mate 10 Pro è stato accolto da tutti come uno dei device più importanti della sua generazione, gli esperti ne hanno cantato gli elogi sottolineando in particolar modo l’intelligenza artificiale sfruttata dal sistema. Ora, quello stesso sistema potrebbe essere fondamentale anche per un nuovo software per le auto a guida autonoma. Il machine learning usato da Huawei sembra infatti calzare proprio a pennello per il self driving car.

Ecco quindi che arriva sul banco di prova la prima auto guidata direttamente da uno smartphone.

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Si chiama RoadReader il progetto a guida autonoma presentato da Huawei. La casa cinese ha dimostrato come grazie a questo sistema è possibile letteralmente pilotare l’auto con lo smartphone. L’azienda ha trasformato una normalissima Porsche Panamera in un’auto a guida autonoma. L’auto in questione sfrutta l’intelligenza artificiale presente nel Mate 10 Pro. Il software è in grado di riconoscere circa 1000 oggetti, proprio con quel concetto di machine learning (apprendimento della macchina) già famoso ai più propri grazie al device succitato.

Huawei, una dimostrazione di “intelligenza”

In sostanza, Huawei si è limitata ad ampliare il raggio di conoscenza del suo Mate 10 Pro, dimostrando in tal guisa come la sua tecnologia possa competere con quelle più rinomate utilizzate attualmente per i progetti delle auto a guida autonoma. Ecco le parole rilasciate sul proprio blog dall’azienda asiatica: “Il nostro smartphone è già eccezionale, pensate solo alla funzionalità del riconoscimento degli oggetti! Volevamo capire se in un breve lasso di tempo avremmo potuto insegnargli non solo a guidare una macchina, ma anche ad usare l’intelligenza artificiale per riconoscere determinati ostacoli, e quindi evitarli.

Se la nostra tecnologia è abbastanza intelligente per raggiungere questo obiettivo in sole 5 settimane, cos’altro può rendere possibile?”.

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