Huawei brucia le tappe, nuovo Oak OS in arrivo già ad agosto?

Nuove interessanti indiscrezioni sul nuovo OS di Huawei, arriverà prima del previsto.

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Nuove interessanti indiscrezioni sul nuovo OS di Huawei, arriverà prima del previsto.

Procede a grandi passi il lavoro di Huawei in merito al nuovo sistema operativo da creare per salutare una volta per tutte Android. Stando a una fonte cinese ormai ci siamo, brucia le tappe l’azienda e potrebbe presentare il nuovo OS già ad agosto.

Huawei, il nuovo OS è in arrivo

Sempre secondo la suddetta fonte, il nuovo sistema operativo di proprietà Huawei si chiamerà Oak OS, e come dicevamo sarà lanciato già ad agosto, o al massimo a settembre.

Quindi, l’azienda cinese, sta facendo tutto molto in fretta, se consideriamo che è passata solo qualche settimana da quando Google gli ha confermato la rottura con gli USA  e quindi con Android. C’è da dire però che Huawei era da tempo che lavorava a un progetto del genere, e probabilmente attendeva solo il motivo giusto per accelerare.

Dunque, il nome dovrebbe essere HongMeng OS in Cina e Oak OS nel resto del mondo, e lancio per la fine dell’estate, così da rendersi già operativo per l’uscita di Mate 30, il nuovo phablet della casa cinese infatti avrà quasi certamente il nuovo OS a bordo e sarà quindi completamente indipendente da Android, andando anche a risolvere quella cervellotica problematica relativo all’aggiornamento alla versione Q del sistema operativo.

Le incognite però rimangono e sono relative al Play Store, o meglio a quello che esso porta con sè. E’ chiaro infatti che il Play Store sarà assente sullo store che Huawei andrà a creare per il suo nuovo OS, pare inoltre che molte famose app come Facebook e WhatsApp non saranno pre istallate ma bisognerà andarle a cercare dal nuovo store. C’è però chi si interroga sulle app di Google, come Youtube o Maps, saranno totalmente assenti e bisognerà cercarle solo nel browser oppure no? La risposta ve la diamo noi senza perdere tempo, è no. Non saranno assenti e ci saranno proprio come avviene con lo store di Apple, naturalmente nemmeno a Google conviene escludere le proprie applicazioni da OS esterni.

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