Dubbi e perplessità sulla Digital Green Pass, il certificato per chi può viaggiare

Cos'è la Green Pass? Non un passaporto vaccinale ma un certificato alquanto confuso.

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Green Pass

Non è ancora stato lanciato, ma già fa discutere, stiamo parlando del Digital Green Pass, il certificato che molto probabilmente da 15 giugno regolerà la circolazione dei cittadini tra le regioni. La nuova tecnologia sanitaria risulta però al momento ancora nebulosa, ma c’è chi esperimentate scetticismo anche sulle sue caratteristiche generali.

Green Pass, come funziona?

Difficile rispondere al momento a questa domanda, alla base dovrebbe esserci la metodologia dell’health technology assessment. Qualche giorno fa, inoltre, si era parlato di utilizzare Immuni, l’app che doveva aiutarci durante la fase 2 a tracciare le persone infette, per fare da passaporto vaccinale. Una sorta di seconda possibilità all’app che ha fallito miseramente nel suo primo scopo, anche se a onor del vero pare che le colpe siano tutte da riversare sulla Sanità, incapace di mettersi al passo e aggiornare costantemente il database.

Che sia Immuni, o un’altra app carta ad hoc, il passaporto vaccinale è diventato l’annosa questione dell’ultimo periodo. A cominciare proprio dal nome, ora censurato per un più edulcorato Green Pass. A ben vedere, però, non sarebbe soltanto un alleggerimento di facciata, ma anche sostanziale. Un certificato, a differenza di un passaporto, sta semplicemente a certificare un dato fatto, senza stabilire necessariamente l’azione del soggetto, ossia il suo potersi spostare o meno da una regione all’altra. E’ altrettanto vero però che con il termine “Pass” si vuole invece richiamare proprio a questa azione.

Digital Green Pass, certificato o passaporto?

Gli esperti però non hanno dubbi, la proposta in questione si riferisce a un certificato e non un passaporto. Ma cosa dovrà precisamente certificare? I soggetti certificati saranno coloro hanno effettuato il vaccino, hanno effettuato il test e sono negativo, oppure sono guariti dal Covid.

Le ultime due voci però aprono a scenari alquanto farraginosi. Ci si potrebbe infatti chiedere quanto tempo fa è stato effettuato il test con esito negativo. Inoltre, quale tipo di test è stato fatto, visto che hanno differente efficacia. Infine, quanto tempo è passato dalla guarigione al Covid 19, visto che una recidività non è mai stata confutata? Insomma, la questione si fa complessa, e siamo ben lungi da una risoluzione.

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