Google Translate e le profezie del cane maori, ecco cosa è successo

Problemi per Google Translate o improvvisa vocazione profetica? Ecco lo strano caso delle profezie del cane (dog)

di Daniele Magliuolo, pubblicato il
Problemi per Google Translate o improvvisa vocazione profetica? Ecco lo strano caso delle profezie del cane (dog)

Problemi tecnici, strane conseguenze o complotto alla Adam Kadmon (quello di Mistero, non quello della Genesi, adam qadmon significa infatti primo uomo). Insomma, chiamateli come volete, sta di fatto che Google Translate sta dando i numeri, anzi profezie in stile setta millenarista.

Google Translate è impazzito

Non è la prima volta che il sistema va in tilt quando si utilizzano lingue meno conosciute e si scrivono testi meno battuti. Qualche volta in passato infatti ci è capitato di tradurre in maniera errata anche dall’inglese, con frasi che significano completamente altro da quel che avevamo scritto. Per fortuna, quel pizzico di inglese in nostra conoscenza, ci faceva intuire l’errore, chissà invece quante volte ci siamo trovati in situazioni in stile Monty Python a parlare di pappagalli morti con olandesi e norvegesi.

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Ma quel che invece sta incuriosendo il web sono le nuove tradizioni dal maori, a scoprire il fattaccio è stato il sito Motherboard, se si digita partendo dal Maori la parola “dog” 16 volte, chiedendone la traduzione in inglese, si ottiene il seguente risultato: “Il giorno del giudizio universale segna tre minuti alla mezzanotte. Stiamo facendo esperienza di personaggi e drammatici sviluppi del mondo, il che ci conferma che stiamo procedendo verso la fine del mondo e il ritorno di Cristo”. 

C’era ora chi sosteneva che tali messaggi venissero fuori dalle conversazioni private che il sistema cataloga e associa per qualche strana coincidenza ad alcune parole digitate. A smentire la cosa però è Justin Burr, portavoce di Google. Il concetto di base, dice Burr, è effettivamente credibile, nel senso che Translate in effetti impara dalla rete, ma non dalle conversazioni private, bensì dai tanti forum open che si trovano online. Ancora una volta dunque, ad impiantare nel cervellone elettronico strane idee sulla fine del mondo siamo stati noi mortali.

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Argomenti: Notizie

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