Google Plus non sta morendo: ecco come e cosa cambierà

Dopo le dimissioni di Vic Gundotra, si è parlato ancora una volta di morte di Google Plus. Ma Google+, con ogni probabilità, non morirà. Cambierà, semplicemente: andiamo a vedere come.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Dopo le dimissioni di Vic Gundotra, si è parlato ancora una volta di morte di Google Plus. Ma Google+, con ogni probabilità, non morirà. Cambierà, semplicemente: andiamo a vedere come.

Google Plus è in crescita, no, sta morendo, avrà molto successo, ma probabilmente è e resterà un cadavere. Quante se ne sono dette su Google Plus negli ultimi tempi? Di buone e di cattive, di belle e brutte: Google+, il social network che supererà Facebook, si era detto all’inizio. Mai fare promesse che non si possono mantenere. Google Plus non supererà Facebook e forse non resterà neppure un social network come lo conosciamo. Dopo le dimissioni di Vic Gundotra, capo della divisione di Google+, e dopo il trasferimento di circa 1.000-1.200 operatori da Google Plus ad Android, stando alle notizie rilasciate da TechCrunch, è infatti giunto il momento di chiederci: come cambierà Google Plus?

 

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Google Plus: qual è il problema?

Inevitabile che alla fine Google+ cambierà le sue logiche. Chiaro come neve che si scioglie al sole. L’attesa di una ulteriore crescita non è ancora matura: nonostante il social network di Big G stia lentamente evolvendo, grazie agli utenti che, dopo averne imparato con pazienza e fatica gli strumenti e la logica, ora lo utilizzano come un normale social network. 

All’inizio era difficile trovarvi foto e video di gattini, ad esempio; all’inizio era complicato trovare tutto quello che si poteva trovare su Facebook. Certo, le dinamiche erano simili, e anche l’estetica e il funzionamento non si discostavano più di tanto, ma il fatto che su Google+ preferivano recarsi blogger, professionisti e anti-Facebook erano già elementi diversificatori decisamente importanti. 

Il grande problema di Google+, in fondo, è stato uno solo: Google voleva renderlo un Facebook più popolare; gli utenti volevano qualcosa di diverso. E hanno cominciato a utilizzarlo in modo diverso: un trend che poi è diventato una tendenza di massa. E se anche oggi i “gattini” sono arrivati fin qui, poco importa. Foto, video, post di blog, messaggi politici, condivisioni… 

Il vero problema di Google Plus è che è un ibrido: Google va da una parte, gli utenti vanno da un’altra. Il che lo rende ancora più ibrido. 

 

Come cambierà Google Plus?

Le dimissioni di Vic Gundotra lasciano spazio a qualche cambiamento importante. Google vorrebbe trasformarlo in una piattaforma dove foto, video e hangouts la faranno da padrona. Google+ potrebbe quindi diventare una vera e propria piattaforma di servizi Google, con tanto di Android e Drive, dove l’utente Google possa essere identificato come tale. Era questa la direzione che Google voleva prendesse il suo social, inutile girarci intorno: vedere come l’utente Google si comporta. Identificarlo nella sua complessità. Tracciare i suoi movimenti. Non parliamo di Google-CIA, ma la completa integrazione dei servizi Google porta proprio a questo, nel bene e nel male. 

All’utente tipo di Google Plus, di tutto questo, naturalmente, non gliene importa nulla. Da quando apre una pagina web a quando spegne il computer è perfettamente consapevole di entrare in un universo in cui ogni suo movimento verrà tracciato (a patto che non sia un hacker, ovviamente). Così, quando utilizza Google Plus, lo fa come farebbero tutti gli internauti normali di oggi: si adatta. E, a suo modo, lo trasforma

Google+ è diventato così un social ideale per campagne di social media, per sponsorizzare il proprio brand, per far parlare di sé. Google+ si è evoluto da solo e anche se la crescita è lenta non significa che non esista. Google+ potrebbe essere come il vino: migliora invecchiando

A patto che Google non lo ripensi totalmente. Un cambiamento ci sarà, questo è certo. Tuttavia, speriamo che stavolta vada nella direzione degli utenti e non in quella di Big G.

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Argomenti: Social Media