Google Plus non è per Sergey Brin: ecco cosa ha detto

Sergey Brin ha confessato che lavorare a Google Plus è stato probabilmente un errore vista la propria personalità non molto socievole. Dichiarazioni che fanno riflettere sulla forza del social network di Big G.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Sergey Brin ha confessato che lavorare a Google Plus è stato probabilmente un errore vista la propria personalità non molto socievole. Dichiarazioni che fanno riflettere sulla forza del social network di Big G.

Sergey Brin è stata la persona più sbagliata a lavorare su un social network come Google Plus: è stato lo stesso co-fondatore di Google a confessarlo in un incontro della Code Conference. Brin si è dichiarato asociale e non molto propenso alle relazioni interpersonali, anzi, per dirla con le sue parole, è “un tipo un po’ strano”, un po’ come buona parte di tutti quelli come lui che hanno una forte propensione per l’innovazione e la tecnologia e che lì sfogano tutte le proprie energie. Così se Steve Jobs era un tipo piuttosto irascibile, Brin non è una persona molto sociale e Google Plus, o almeno lavorare a Google Plus sembra che sia stata proprio un’idea sbagliata.   TI POTREBBE INTERESSARE Cos’è e come funziona Google Plus Storie  

Google Plus e Sergey Brin: non certo una storia d’amore

Il fatto che Google Plus non sia benvoluto neppure da Sergey Brin lascia qualche spunto di riflessione sull’utilità e la forza di questo social network, che ancora fatica a trovare una sua identità riconoscibile se non sia quella data dai suoi utenti. Quel “probabile errore” confessato da una metà di Big G relativamente all’aver lavorato su Google Plus non denota solamente il carattere asociale e la personalità riservata di Brin, ma getta luce anche sul reale ed effettivo interesse che i fondatori di Google hanno per il loro social network e le diverse potenzialità che non sono state ancora sfruttate al meglio. Brin è attualmente impegnato nel gruppo Google X, un team quasi segreto al lavoro su diversi dispositivi e tecnologie innovative che vanno dalle wereable technologies o che riguardano la realtà aumentata o ancora le grandi rivoluzioni a venire nel campo dell’automobile. Dopo le parole di Brin, ci resta tuttavia l’impressione che Google Plus possa continuare a vivere di vita propria, alimentato dai post, dai meme, dalla propaganda politica e pubblicitaria, dai gattini e da tutti quei post interessanti che gli utenti pubblicano ogni giorno. Un social network che vive dei suoi utenti e che lascia possibilità di interazione con una supervisione più che discreta ma allo stesso tempo con un’evoluzione che sarà decisa da chi questo social lo vive davvero.

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Argomenti: Social Media