Google Plus non è per Sergey Brin: ecco cosa ha detto

Sergey Brin ha confessato che lavorare a Google Plus è stato probabilmente un errore vista la propria personalità non molto socievole. Dichiarazioni che fanno riflettere sulla forza del social network di Big G.

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Sergey Brin ha confessato che lavorare a Google Plus è stato probabilmente un errore vista la propria personalità non molto socievole. Dichiarazioni che fanno riflettere sulla forza del social network di Big G.

Sergey Brin è stata la persona più sbagliata a lavorare su un social network come Google Plus: è stato lo stesso co-fondatore di Google a confessarlo in un incontro della Code Conference. Brin si è dichiarato asociale e non molto propenso alle relazioni interpersonali, anzi, per dirla con le sue parole, è “un tipo un po’ strano”, un po’ come buona parte di tutti quelli come lui che hanno una forte propensione per l’innovazione e la tecnologia e che lì sfogano tutte le proprie energie. Così se Steve Jobs era un tipo piuttosto irascibile, Brin non è una persona molto sociale e Google Plus, o almeno lavorare a Google Plus sembra che sia stata proprio un’idea sbagliata.   TI POTREBBE INTERESSARE Cos’è e come funziona Google Plus Storie  

Google Plus e Sergey Brin: non certo una storia d’amore

Il fatto che Google Plus non sia benvoluto neppure da Sergey Brin lascia qualche spunto di riflessione sull’utilità e la forza di questo social network, che ancora fatica a trovare una sua identità riconoscibile se non sia quella data dai suoi utenti. Quel “probabile errore” confessato da una metà di Big G relativamente all’aver lavorato su Google Plus non denota solamente il carattere asociale e la personalità riservata di Brin, ma getta luce anche sul reale ed effettivo interesse che i fondatori di Google hanno per il loro social network e le diverse potenzialità che non sono state ancora sfruttate al meglio. Brin è attualmente impegnato nel gruppo Google X, un team quasi segreto al lavoro su diversi dispositivi e tecnologie innovative che vanno dalle wereable technologies o che riguardano la realtà aumentata o ancora le grandi rivoluzioni a venire nel campo dell’automobile. Dopo le parole di Brin, ci resta tuttavia l’impressione che Google Plus possa continuare a vivere di vita propria, alimentato dai post, dai meme, dalla propaganda politica e pubblicitaria, dai gattini e da tutti quei post interessanti che gli utenti pubblicano ogni giorno. Un social network che vive dei suoi utenti e che lascia possibilità di interazione con una supervisione più che discreta ma allo stesso tempo con un’evoluzione che sarà decisa da chi questo social lo vive davvero.

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