Google, mi sento curioso: raccontami qualcosa di istruttivo

Google ha implementato una nuova funzione sul suo motore di ricerca: basterà digitare Mi sento curioso per scoprire aneddoti e curiosità del mondo.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Google ha implementato una nuova funzione sul suo motore di ricerca: basterà digitare Mi sento curioso per scoprire aneddoti e curiosità del mondo.

Ricordate la funzione Mi sento fortunato su Google? Si chiedeva qualcosa al motore di ricerca, si spuntava l’opzione Mi sento fortunato, dopodiché Big G ci forniva una risposta presa a caso che avrebbe dovuto soddisfare i nostri desideri di conoscenza. Chi scrive non ha mai particolarmente amato quella funzione: s’incappava spesso, infatti, in risultati poco soddisfacenti e non degni della nostra attenzione. Ebbene, dopo il look rinnovato, Google ha implementato una nuova funzione che proprio quella di Mi sento fortunato ricorda: Mi sento curioso. Basterà digitare sulla casella del motore di ricerca: “I’m feeling curious” per scoprire un aneddoto, una risposta a una domanda, una curiosità insomma che aumenterà il nostro livello di istruzione. Non è un caso che abbiamo scritto “I’m feeling curious”, perché per il momento la funzione è attiva solo sulla versione USA di Google.   La funzione è valida anche se si digita Fun Facts: se siete cacciatori di aneddoti potreste cominciare a utilizzarla compulsivamente, tant’è che qualcuno ha fatto notare come Google, in verità, voglia farci smettere di lavorare. La funzione si prospetta molto interessante, in attesa che sia valida anche nel nostro Paese: digitando quella semplice stringa di lettere, ad esempio, si potrà sapere perché il nostro stomaco brontola quando abbiamo fame, chi ha inventato le moderne sigarette, il motivo per cui la margarina è più salutare del burro e tanti altri aneddoti che stuzzicheranno e incrementeranno la nostra curiosità.   Come per eccesso di crudeltà e sadismo, però, una volta esaurita la nostra sete di conoscenza su un fatto curioso, avremo la possibilità di cliccare sul fatidico pulsante blu, un pulsante della dipendenza che su di sé invita a chiedere un’altra domanda. Cliccando e ricliccando, il motore di ricerca ci darà altre risposte a domande alle quali non avremo mai pensato ma che forse riposavano in un angolo remoto del nostro inconscio in attesa di essere espresse. Attenzione, però, perché secondo alcuni le risposte che Google fornisce, prese dal dizionario Knowledge Graph, non sono sempre attendibili, anzi: quindi prestate attenzione quando affermate con convinzione una cosa solo perché lo ha detto Google.

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Argomenti: novità Google

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