Google e la guerra alle fake news, da ora è fondamentale rivelare l’origine del sito

Google dice basta alla fake news, ecco come il motore di ricerca prepara la guerra ai siti bufala. Ora dovranno specificare il paese d'origine chiaramente.

di Daniele Magliuolo, pubblicato il
Google dice basta alla fake news, ecco come il motore di ricerca prepara la guerra ai siti bufala. Ora dovranno specificare il paese d'origine chiaramente.

Basta fake news, già da tempo Google ha intrapreso una guerra solida e feroce contro i siti che ingannano gli utenti con notizie fasulle. Naturalmente, tra il dire e il fare ce ne passa, nonostante le buone intenzioni infatti il web continua ad essere una tavola bandita enorme, sul quale c’è ogni ben di Dio, ma molte cose sono purtroppo avvelenate.

Google e fake news, nuovo step

Questa metafora ci fa capire quanta cattiva informazione ci sia ancora in internet, ora però Google sembra aver preparato un altro step da aggiungere alla sua guerra contro i siti bufala: ogni sito dovrà rivelare chiaramente il proprio paese d’origine. Pregiudizi verso determinati paesi (Russia?) secondo alcuni, ma ufficialmente il motivo è uno soltanto, e ci sembra molto logico: se un sito bara sulla sua provenienza, vuol dire che ha qualcosa da nascondere, quindi poco affidabile nell’informazione.

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Naturalmente, l’idea non nasce così per puro caso, ma causata dai fatti relativi all’Internet Research Agency, l’agenzia russa al centro dello scandalo delle presunte interferenze del Cremlino nelle presidenziali americane. Anche dozzine di account Twitter probabilmente sono controllate dallo stesso sito, e si tratta naturalmente di account fasullo. Insomma, una vera e propria fabbrica di troll, e come questa ce ne sono tante in giro per il web.

Google, nuove linee guida nel week end

Week end importante quello appena trascorso per Big G, i vertici dell’azienda californiana hanno preso una decisione fondamentale per il futuro di internet. Via dal proprio motore di ricerca quindi i siti che non rivelano la propria provenienza. In pratica non appariranno più nei risultati delle ricerche degli utenti quando vengono inserite determinate parole chiave. Un portavoce dell’azienda afferma che i siti di notizie “non devono rappresentare in modo fuorviante, travisare o nascondere informazioni sulla proprietà o sulla finalità principale e non devono intraprendere attività coordinate allo scopo di ingannare gli utenti, come ad esempio i siti che rappresentano in modo ingannevole o nascondono il proprio Paese di origine e sono rivolti agli utenti di un altro Paese sulla base di false premesse”.

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Argomenti: novità Google

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