Google investe sulle start-up europee: anche in Italia?

Google Ventures sbarca in Europa con l'intenzione di investire 100 milioni di dollari sulle start-up europee: chissà se accadrà anche in Italia.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Google Ventures sbarca in Europa con l'intenzione di investire 100 milioni di dollari sulle start-up europee: chissà se accadrà anche in Italia.

Google investirà 100 milioni di dollari sulle start-up europee: la divisione Google Ventures, che ha esordito 5 anni fa negli Stati Uniti, ha già all’attivo la collaborazione con circa 250 aziende per un investimento annuale di circa 300 milioni di dollari annui. La sede europea sarà a Londra e, a quanto dicono i responsabili del progetto, ci si soffermerà soprattutto sul triangolo Londra-Parigi-Berlino. O meglio, recandosi sul blog ufficiale di Google Ventures si scopre come l’area europea interessata sia coinvolta nella sua interezza, ma dalle parole di Google si capisce come le aree privilegiate siano il Regno Unito, la Francia e la Germania soprattutto, con un occhio alla Scandinavia.   LEGGI ANCHE Ecco Shopping Express: l’e-commerce made in Google Lavorare meno e vivere meglio: il segreto del successo di Google  

Google e l’Italia: il matrimonio (digitale) si farà?

Google Ventures fa sul serio e vuole farlo in Europa, aiutando tutte quelle realtà innovative a svilupparsi e ad avere successo. Dal blog si legge infatti come le start-up non abbiano necessità solo ed esclusivamente del capitale, ma anche “del supporto ingegneristico, del design e di una guida nella selezione del personale”, senza contare i riferimenti al marketing e allo sviluppo dell’azienda o del prodotto. Però non c’è nessun riferimento all’Italia: “Riteniamo che le start-up europee abbiano un’enorme potenzialità. Abbiamo visto nuove aziende emergere da Londra, Parigi, Berlino e le regioni settentrionali” (il riferimento è a SoundCloud, Spotify e alla svedese Supercell, specializzata nei videogiochi). L’obietto finale è tuttavia quasi scontato, ma assolutamente stimolante: non solo “investire nelle migliori idee dei migliori imprenditori europei”, ma anche “aiutarli a portare quelle idee alla vita”. Peccato che gli esempi italiani da seguire siano pochi, peccato per una burocrazia schiacciante e dominante che è un incubo non solo per il nostro Paese ma anche per gli investitori stranieri, peccato infine perché ci siamo abituati troppo a studiare la storia medievale (vero, Franceschini?) anziché guardare al futuro. Speriamo dunque in Google e alle idee dei talenti (non in fuga) italiani e a uno sviluppo più semplice sotto l’aspetto burocratico e più vincente sotto quella della comunicazione. Hello, Europe! Welcome, Google!   Fonte | Google Ventures

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