Google Home affascina e spaventa? Oggi 10 ottobre, Samsung presenta (forse) il suo ‘speaker’

Il nuovo ‘speaker’ Google Home annuncia una trasformazione nel rapporto tra uomo e macchina. Fascino e un pizzico di ‘spavento’. Intanto, oggi 10 ottobre, la Samsung dovrebbe presentare un nuovo speaker Windows 10.

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Il nuovo ‘speaker’ Google Home annuncia una trasformazione nel rapporto tra uomo e macchina. Fascino e un pizzico di ‘spavento’. Intanto, oggi 10 ottobre, la Samsung dovrebbe presentare un nuovo speaker Windows 10.

C’è chi la chiama l’epoca degli ‘speaker’: dopo Google Home, presentato nell’evento Google dove hanno trovato spazio soprattutto il Pixel e Pixel XL, la Samsung potrebbe presentare un suo ‘speaker’ proprio nella giornata di oggi. Il suo nome dovrebbe essere Art PC Plus e la fonte è ‘ufficiale’: si tratta di un video pubblicato direttamente dal canale Samsung Notebook, anche se la sua poca chiarezza lascia ancora differenti dubbi negli osservatori e nella stampa specializzata. Ma perché queste nuove tecnologie spaventano e affascinano allo stesso modo? Cosa si nasconde dietro questa ‘rivoluzione’ nel rapporto tra uomo e macchina?

Sempre dal mondo Samsung, Viv Labs e l’intelligenza artificiale, il futuro è già presente.

Google Home e il nuovo dispositivo Samsung: una rivoluzione che affascina e spaventa

È trascorso quasi un secolo da quando Buster Keaton, attore comico e vero genio ‘malinconico’, raccontava, in un suo famosissimo cortometraggio, lo strano rapporto tra un uomo e la sua casa ‘meccanica’. La fantascienza, poi, ha spesso messo in rilievo il rapporto tra uomo e robot e la tentazione degli ‘speaker’ sta già invadendo gli USA. Ebbene, cosa c’è in Google Home che affascina e spaventa alla stessa maniera? Perché anche la Samsung sembrerebbe interessata a questa tecnologia?

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Google Home e gli altri speaker: perché affascina?

Il fascino deriva dal fatto di avere una casa elettronica e una sorta di assistente (o maggiordomo) sempre attivo e sempre pronto a rispondere alle nostre domande e/o esigenze. Google Home rappresenta tutto questo: un dispositivo con un microfono sempre in ascolto, pronto a processare dati e divenire sempre più preciso e puntuale nelle risposte.

Del resto, cosa c’è di male?

Google Home e gli altri speaker: perché spaventa?

Nei dispositivi come Google Home, secondo molti analisti, si annidano però molte contraddizioni. Innanzitutto, si tratta della fine completa della ‘privacy’: ogni gesto e/o parola sarà processato da Big G e inserito all’interno dei suoi tanto famosi quanto misteriosi algoritmi. Si tratterebbe, insomma, di una misura aggiuntiva per controllare le persone a fini commerciali. La necessità di affinare la personalizzazione delle esigenze di pubblicità sembra essere uno dei motivi, ovviamente non sottolineati ma tra i più inquietanti, dello sviluppo di questa nuova ‘tecnologia’. L’altra questione riguarda la facilissima ‘hackerabilità’ del nuovo Google Home: i tecnici informatici sembrano sottolineare come possa diventare in breve tempo un vero e proprio problema per la sicurezza degli ambienti e personale.

Google parla di rivoluzione nel rapporto tra uomo e macchina: difficile a dirsi quale sarà il futuro di tecnologie di questo tipo che, come abbiamo visto, interessano anche la Samsung. Bisogna capire quanto della nostra privacy, già molto labile con i social e gli smartphone, intendiamo ancora difendere.

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