Google Glass ma non solo: Google riparte da Project Aura

I Google Glass sono morti? No, c'è un intero team che lavora sui Glass 2.0 e su molto altro ancora: Project Aura. Scopriamo di cosa si tratta.

di Daniele Sforza, pubblicato il
I Google Glass sono morti? No, c'è un intero team che lavora sui Glass 2.0 e su molto altro ancora: Project Aura. Scopriamo di cosa si tratta.

Ci sono progetti che nascono e poi muoiono, ci sono progetti che vengono lanciati sul mercato e fanno flop. Poi ci sono progetti che partono col piede giusto ma poi si perdono per strada: non tutte le idee che nascono e si sviluppano nei laboratori che lavorano nel campo dell’innovazione tecnologica alla fine diventano realtà. Dai Google Glass ci si aspettava però un destino ben diverso, soprattutto visto l’enorme spinta pubblicitaria, comunicativa e mediatica che è stata data loro. Fatto sta che Google Glass, come già riportato nel marzo scorso sul Wall Street Journal, non è affatto un progetto definitivamente tramontato, bensì si tratta di un progetto in completa trasformazione, rinnovamento: a cominciare dal target di riferimento, non più quello consumer, bensì quello business. E mentre i primi Google Glass hanno trovato comunque una loro interessante applicazione in ambito medico, sui nuovi Google Glass si sa ancora poco e nulla.   Le ultime novità ufficiali sui Google Glass parlano di una riprogettazione e di una ristrutturazione dell’organico di lavoro che c’è dietro lo sviluppo dei Glass 2.0. Il team, denominato Project Aura – da non confondere con Project Ara, riferito invece allo smartphone modulare componibile sempre di Big G in uscita il prossimo anno – si compone di diversi ex membri del Lab126 di Amazon, quello stesso laboratorio finito nelle polveri delle cronache a causa del colossale flop del Fire Phone. Il Lab126 non era però soltanto il Fire Phone: infatti da alcune fonti si sa che Google ha assunto altre personalità che lavoravano ad altri progetti ma che ora non sono più alle dipendenze di Amazon, come ad esempio Tina Chen, che è uscita dal Lab126 lo scorso agosto e che stava lavorando a un assistente domestico intelligente, Smart Echo, o come Dima Svetlov o Amir Frenke, anche loro entrati nel nuovo Project Aura dall’inizio dell’estate scorsa.   Non sono nomi a caso, visto che Project Aura non si prepone di lavorare solo ed esclusivamente sui nuovi Google Glass, ma spazierà anche su altre tecnologie intelligenti e dispositivi indossabili, andando a formare così una squadra dedita soltanto all’innovazione tecnologica e alle nuove tecnologie che Google ha in serbo per noi nei prossimi anni. I Google Glass sono morti – almeno nella prima versione – i Google Glass sono rinati: quindi non possiamo fare altro che augurare lunga vita ai Google Glass – nuova versione – e sperare che stavolta fili tutto liscio e che Google ci offra un prodotto completo e funzionale, orientato verso la produttività, che ci agevoli nella vita quotidiana.

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Argomenti: novità Google, Nuove tecnologie, Google Glass, Tecnologie indossabili

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