Google elimina il revenge porn dal suo motore di ricerca

Google dichiara guerra al revenge porn e invita le vittime di questa tendenza a richiedere la rimozione dei link incriminati. Un piccolo passo per Google, un grande passo per la privacy.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Google dichiara guerra al revenge porn e invita le vittime di questa tendenza a richiedere la rimozione dei link incriminati. Un piccolo passo per Google, un grande passo per la privacy.

Internet ha i suoi lati positivi, innegabile, ma ha anche i suoi lati oscuri: la rete infatti mette a disposizione di milioni e milioni di utente un vasto oceano di conoscenze, ma tra queste potremo incappare anche in contenuti a dir poco spiacevoli. Il revenge porn è infatti una di quelle tendenze spiacevoli di cui faremmo volentieri a meno, e contro cui Google sta facendo battaglia per eliminare i risultati relativi al “porno per vendetta” dai risultati che compaiono dal suo motore di ricerca. Il revenge porn consiste infatti in una vendetta, solitamente perpetrata da un uomo nei confronti della sua ex partner, basata sulla pubblicazione e conseguente diffusione in rete di immagini e video intimi e privati e dal contenuto piccante, senza ovviamente il consenso del soggetto protagonista dei contenuti.   La novità è che Google ha deciso di scagliarsi in ogni modo possibile contro il revenge porn e lo ha comunicato attraverso il suo blog ufficiale e avvisando tutti gli utenti che molto presto avranno la possibilità di richiedere a Mountain View la cancellazione di contenuti legati a questa pratica dal suo motore di ricerca. Una sorta di diritto all’oblio, ma più specifico e targettizzato, che si avvarrà di un tradizionale modulo online che gli utenti dovranno compilare per inviare le proprie richieste a Google. L’obiettivo è quello di eliminare più tracce possibili del cosiddetto revenge porn. Purtroppo però le immagini e i video resteranno in rete e sarà sufficiente digitare l’indirizzo esatto per ritornarci sopra, ma quel che è certo è che le visualizzazioni di tali contenuti saranno drasticamente limitate, perché andrà a scompare il collegamento diretto di cui gli utenti richiederanno la rimozione.   Un piccolo passo per Google, un grande passo per la privacy? Piccolo passo per Google neanche tanto, a dire il vero, visto che fino a poco tempo fa Big G aveva sempre rivendicato la totale libertà del proprio motore di ricerca, in grado di tirar fuori tutto ciò che era presente sul web, cose positive e cose negative allo stesso modo. La mossa del vicepresidente del motore di ricerca, Amit Shingal, va quindi a rappresentare un’importante manovra finalizzata non solo ad andare incontro alle esigenze degli utenti, ma anche a ripulire il proprio search engine da elementi poco graditi. E pensando proprio a questo repulisti – diritto all’oblio a parte – ci viene da chiedersi fin dove potrà spingersi Big G per accontentare i suoi utenti e ripulire la loro reputazione online.

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Argomenti: Tendenze del web

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