Google e la pubblicità su elettrodomestici e non solo: è il futuro?

In futuro visualizzeremo pubblicità anche su elettrodomestici e all'interno delle nostre macchine: è quanto Google ha denunciato, è quanto Big G sta contribuendo a sviluppare. Il settore mobile, dopotutto, è in continua evoluzione.

di Daniele Sforza, pubblicato il
In futuro visualizzeremo pubblicità anche su elettrodomestici e all'interno delle nostre macchine: è quanto Google ha denunciato, è quanto Big G sta contribuendo a sviluppare. Il settore mobile, dopotutto, è in continua evoluzione.

Il nostro futuro sarà come in quel film di fantascienza (più o meno tutti) in cui gli edifici saranno costellati da slogan e promo pubblicitari. In realtà, forse, sarà anche molto peggio almeno a quanto riporta un documento di Google inviato nel dicembre scorso alla Securities and Exchange Commission di dicembre: è infatti molto probabile che la pubblicità invaderà anche i nostri spazi più privati, comparendo su un frigorifero o sul cruscotto della nostra macchina. Tutto questo nasce da una sorta di piccola anarchia che domina il mercato degli introiti pubblicitari del mobile, che rappresenta un settore in continua evoluzione e dal quale risulta sempre più complicato specificare un fatturato separato.   LEGGI ANCHE Pagare con PayPal su Play Store: l’annuncio ufficiale di Google  

Il futuro secondo Google: la pubblicità dominerà le nostre vite?

Può un frigorifero, un termostato o un orologio fare parte del mercato mobile? Sì e no: sì, nel senso che oggi come oggi forse andrebbe inteso così (dopotutto, in quale categoria potrebbe finire uno smartwatch?) e no perché ci risulta difficile inserire un frigorifero in un settore in cui fino a questo momento abbiamo infilato smartphone e tablet. Il fatto è che un domani lavatrici, frigorifero, automobili, orologi e perfino gli occhiali e le lenti a contatto avranno al loro interno un sistema operativo che li metterà in collegamento con un dispositivo mobile (smartphone o tablet) e che potranno essere regolati tramite un’interfaccia intuitiva e ricca di funzioni. Sono già diversi i dispositivi di questo genere attualmente in circolazione, ma prossimamente giungeranno a una maggiore proliferazione, tanto da essere introdotti in un settore come quello mobile da cui sarà possibile estrarre i dati relativi ai ricavi provenienti dalla pubblicità. Sarà così possibile scaricare un’applicazione per ottimizzare al meglio il nostro frigorifero, con tanto di sponsor probabilmente interattivi che aiuteranno a supportare lo sviluppo e la funzionalità di quell’app. E’ stato Google stesso a precisare che “è sempre più difficile definire cosa sia esattamente una piattaforma mobile” e che in un futuro non troppo lontano “gli utenti utilizzeranno i nostri servizi e visualizzeranno le nostre pubblicità su una vasta gamma di dispositivi”. La verità è che Big G sta contribuendo a sviluppare questo modo di vedere le cose, anche grazie ai numerosi accordi presi con altre aziende: da Honda a Nest Labs, da Hyundai a General Motors, passando naturalmente per i Google Glass. E’ come se Google, in quel documento, non stia lamentando una mancata categorizzazione di tutti i dispositivi prossimi a giungere nelle nostre case, ma ci stia avvertendo che presto il nostro mondo sarà così a causa di tutti quei dispositivi a cui Google stessa sta lavorando. Un avvertimento o piuttosto una minaccia?

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Argomenti: Nuove tecnologie, Dispositivi domotici