Google compra Songza e punta forte sullo streaming musicale

Google ha comprato Songza, puntando forte sui servizi di streaming musicale grazie a una possibile integrazione della tecnologia a servizi di proprietà come Play Music All Access e YouTube. Vediamo cos'è Songza e quali potrebbero essere i piani di Google nel prossimo futuro.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Google ha comprato Songza, puntando forte sui servizi di streaming musicale grazie a una possibile integrazione della tecnologia a servizi di proprietà come Play Music All Access e YouTube. Vediamo cos'è Songza e quali potrebbero essere i piani di Google nel prossimo futuro.

Probabilmente molti di voi non conosceranno Songza, visto che sul mercato europeo è assente, ma l’acquisizione dell’applicazione da parte di Google è emblematica: da una parte rappresenta la risposta quasi immediata all’acquisizione di Beats da parte di Apple, dall’altra è un ulteriore segnale di come Big G stia puntando forte sullo streaming musicale, progetto che si associa al suo desiderio di rivoluzionare YouTube attraverso una migliore diffusione musicale, soprattutto sotto l’aspetto legale. La cifra dell’acquisto? 15 milioni di dollari (ma la fonte non è ufficiale): nulla in confronto ai 3 miliardi di dollari spesi da Apple per acquistare Beats, ma la spesa è commisurata al suo valore: 5,5 milioni di utenti contro i 40 milioni di Spotify e iTunes Radio. Insomma, ragionevole.   LEGGI ANCHE Perché Apple ha comprato Beats per 3 miliardi di dollari? Perché Google potrebbe uccidere YouTube Ecco come cambierà YouTube  

Cos’è Songza e cosa serve a Google?

Songza è un servizio di streaming musicale personalizzato in base alle esigenze degli utenti, sfruttando diversi parametri che potrebbero influenzare il carattere e l’umore dell’utente, come il meteo, i giorni della settimana (come l’odiato lunedì o il brioso venerdì), orari o ancora la localizzazione. Quello che è il principale punto di forza di Songza è dunque la sua tecnologia, che Google vedrebbe molto bene integrata nei suoi servizi musicali come Play Music All Access e, ovviamente, YouTube, che resta in odore di rivoluzione, che sia piccola o grande ancora non si sa. Inoltre, come suggerito dal CEO del software Elias Roman, questa tecnologia potrebbe invadere anche altri campi, come ad esempio quello della pubblicità e quello dell’intrattenimento culturale. Proprio YouTube rientra nei piani di Google: il suo rilancio potrebbe avvenire anche grazie alla nuova tecnologia proposta da Songza, e Google potrebbe puntare forte su piani di abbonamento a cui gli utenti potranno aderire per mettere al proprio servizio la musica personalizzata. Songza, così come altre tecnologie di cui sentiremo parlare a breve, è un altro emblematico segnale di come in futuro (un futuro molto vicino) non saremo noi a cercare le cose, ma saranno le cose a trovare noi, in base alla nostra psicologia, alle emozioni e alla nostra personalità che sarà alla base delle conoscenze di questo tipo di tecnologie. Qualcuno, questo futuro, lo definisce inquietante. E voi da che parte state?

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Argomenti: Servizi, Nuove tecnologie, Internet