Google acquista DeepMind: cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Google acquista DeepMind per una cifra spropositata (ma non confermata), società capitanata da Demis Hassabis, genio dell'informatica e appassionato di intelligenza umana e artificiale. Cosa ha in serbo Big G per il nostro futuro?

di Daniele Sforza, pubblicato il
Google acquista DeepMind per una cifra spropositata (ma non confermata), società capitanata da Demis Hassabis, genio dell'informatica e appassionato di intelligenza umana e artificiale. Cosa ha in serbo Big G per il nostro futuro?

Google si lancia nel campo dell’intelligenza artificiale e lo fa con un’operazione milionaria (ma non confermata) che dovrebbe corrispondere alla spropositata cifra di 400 milioni di dollari: è questa la spesa che secondo alcune fonti Google avrebbe sborsato per acquistare DeepMind Technologies, società londinese con circa 50 dipendenti e capitanata da un vero e proprio genio, Demis Hassabis, classe 1976, ex campione di scacchi, laurea precoce a Cambridge in scienze informatiche, dottorato in neuroscienza cognitiva e sviluppatore di algoritmi per videogiochi, siti e-commerce e molto altro ancora. A seguito di questo curriculum la domanda legittima è la seguente: cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

 

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Google-DeepMind: cosa ha in serbo Big G?

Il sito di DeepMind è scarno, estremamente semplice, con link a Wikipedia, uno sfondo nero e un logo dell’azienda, che finora ha ricevuto più finanziamenti rispetto a quanti utili ha prodotto. Poco importa: il genio si paga, e a suon di dollari. Basti pensare che anche Facebook aveva pensato all’acquisizione di DeepMind, ma ecco che sul fil di lana è stata battuta (a suon di milioni di dollari) da Big G. 

La società londinese resterà nella capitale inglese a lavorare al servizio di Google, molto probabilmente sviluppando il settore della robotica per conto di Mountain View. I dettagli dell’operazione non sono ancora trapelati e Google non ha ancora rivelato alcunché su quali conseguenze porterà la sinergia tra le due aziende. 

Tuttavia, da quel poco che si può intuire, è che sono in corso di sviluppo veri e propri computer in grado di riconoscerci e di leggere la mente, proseguendo così quella linea di percorso intrapresa da Big G nell’automatizzazione dei dispositivi tecnologici e nella produzione di strumenti per la realtà aumentata (tra macchine che si guidano da sole e occhiali intelligenti). Non è dunque un caso che si parli di computer ultraintelligenti e di un motore di ricerca (Google) che sappia evolversi nella forma più alta della sua esistenza, assumendo su di sé la capacità di predire i bisogni degli utenti ancor prima che venga digitato qualcosa sulla tastiera. 

Staremo a vedere, ma di certo l’accoppiata Google-DeepMind significa soltanto una cosa: futuro

 

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Argomenti: Nuove tecnologie