Gli antivirus sono morti? In parte sì, secondo Symantec

Gli antivirus sono morti? In parte sì secondo il vicepresidente di Symantec, che afferma come la debolezza di questi software possa essere compensata solo da un sistema di protezione più avanzato, sul quale le società di sicurezza stanno già lavorando.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Gli antivirus sono morti? In parte sì secondo il vicepresidente di Symantec, che afferma come la debolezza di questi software possa essere compensata solo da un sistema di protezione più avanzato, sul quale le società di sicurezza stanno già lavorando.

I classici antivirus sono ancora utili? In parte sì, ma se dovessimo considerare tale fatto in percentuale, per più del 50% gli antivirus sarebbero decretati morti. Almeno stando a quanto riporta al Wall Street Journal il vicepresidente di Symantec, Brian Dye, il quale suggerisce di non soffermarsi solo sullo scudo protettivo garantito dall’antivirus, bensì di trovare alternative che possano aiutare l’utente nella seconda fase, ovvero quella in cui il cybercriminale è passato. Sì, avete letto bene: perché la prima fase è facilmente superabile nel 55% dei casi: infatti, sono proprio i dati Symantec a rivelare che gli antivirus riescono a fermare un’offensiva da parte dei malintenzionati solamente nel 45% dei casi

 

LEGGI ANCHE

Heartbleed: primo caso di furto a causa del bug

Internet Explorer al sicuro: Microsoft decide di salvare anche Windows XP

 

Quale futuro per gli antivirus?

Come in una strategia militare, bisogna dunque pensare (e passare) alla fase due: ovvero, come correre ai ripari nell’eventualità in cui la prima linea difensiva venga aggirata (o abbattuta) da un’infiltrazione. 

Symantec si sta così specializzando in un sistema di protezione avanzato, come peraltro hanno già fatto o stanno già facendo altre aziende, finalizzato a individuare i malintenzionati e a limitare i danni. Ciò lo si può fare in diversi modi, che possono consistere nell’inutilità dei contenuti hackerati, nella falsificazione dei dati, ma soprattutto nell’individuazione dei cybercriminali. Sostanzialmente si punta a costruire una seconda linea difensiva più agguerrita, in grado di aggirare a sua volta i malintenzionati, a distrarli, a segnalare le fughe di dati e a proteggere questi ultimi con una corazza più spessa.

Detto questo c’è anche da dire che gli antivirus non sono destinati a un decesso prematuro, visto che valgono ancora una consistente percentuale di entrate nelle casse di una società, più nel dettaglio, prendendo Symantec come esempio, il 40% viene ancora garantito dai pacchetti Norton

Più che morti, gli antivirus sono deboli, deficitari, hanno bisogno di un aiuto, di un “secondo tempo” che possa rendere il sistema di sicurezza più efficace ed efficiente. Come a dire: non basta più un antivirus, acquistate l’intero pacchetto di protezione. 

Qualcosa, però, ci dice che non si tratta solamente di una strategia di marketing. 

 

Fonte | Endgadget

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Sicurezza