Free Wi-Fi per tutti: un diritto globale che passa per il controllo e l’illegalità

Il decreto del fare di Letta potenzia l’ADI e lancia il free Wi-Fi. Google porta internet ovunque grazie ai palloni aerostatici.

di Viola Schirru, pubblicato il
Il decreto del fare di Letta potenzia l’ADI e lancia il free Wi-Fi. Google porta internet ovunque grazie ai palloni aerostatici.

Free Wi-Fi per tutti. Inizia così la settimana: con l’estensione di quello che si sta rapidamente delineando come un diritto globale.

Tramite Project Loon, Google opera affinché la rete possa essere fruibile da ogni parte del mondo, mente l’Italia con il “decreto del fare” si avvia definitivamente verso il superamento del decreto Pisanu. Ma qual è l’attuale situazione “digitale” del nostro paese?

Tra digitale divide locale e nazionale ed una rete le cui potenzialità non sono state ancora sfruttate a dovere-vedi il ritardo nell’utilizzo della fibra ottica- l’Italia sembra proprio aver bisogno di una spinta verso l’innovazione. Dopo qualche anno e ben tre governi di stand by pare sia finalmente arrivato il momento in cui il nostro paese si allineerà agli standard tecnologici del resto d’Europa.

 

Le novità del decreto del fare, il quale ha l’obiettivo di un importante rilancio economico del nostro paese, sono molteplici e comprendono l’ammodernamento di trasporti e infrastrutture- ad esempio lo “sblocca cantieri”- le innovazioni tecnologiche per le pmi ed un inevitabile snellimento della governance dell’Agenda Digitale.

In cosa consiste questo snellimento? In primo luogo si tratta di ridefinire i compiti della cabina di regia, la quale si avvarrà di un Tavolo permanente; al Tavolo parteciperanno i rappresentanti delle imprese e delle università, che avranno il compito di presentare al Parlamento un report sulle risorse disponibile nell’ADI , sulle norme vigenti e sull’avanzamento dei programmi avviati.

Come annunciato con orgoglio dallo stesso premier Letta su Twitter, il Tavolo permanente sarà presieduto da “Mister Agenda digitale” Francesco Caio, l’ingegnere elettronico manager dell’ Avio, il quale ha detto che lavorerà “nello spirito del civil servant”, ovvero pro-bono.

 

Il decreto apporta inoltre il cambiamento per il quale l’operato dell’ ADi sarà sottoposto esclusivamente alla vigilanza del Presidente del Consiglio. L’innovazione e lo svecchiamento dell’Italia, il cui sviluppo è stato bloccato dalla crisi, riguarda anche il free Wi-Fi. Tramite il decreto del fare del governo Letta, infatti, i cittadini potranno ora connettersi liberamente, senza l’obbligo di identificarsi; questo, fermo restando l’obbligo dei gestori i quali devono invece garantire la tracciabilità del dispositivo di connessione dell’utente.

Questa decisione implica il rovesciamento del precedente decreto,il quale suggeriva l’opposto: i dati degli utenti, infatti, sarebbero dovuti essere conservati per 10 anni dai gestori, al fine di renderli disponibile per eventuali indagini.

A bene vedere, ci sono dei pro e dei contro in entrambi i decreti, che sono, probabilmente, troppo estremisti. Il decreto Pisanu, avrebbe potuto essere proficuamente utilizzato come strumento di tutela dell’utente, per indagare sui reati via web e per prevenire eventuali attacchi terroristici, ma è invece stato sfruttato soprattutto per le intercettazioni telefoniche di personaggi noti o di politici.

Più che strumento di tutela si è delineato come strumento di controllo, dato che potenzialmente chiunque poteva essere “spiato” con la giustificazione del sospetto di terrorismo, portando inevitabilmente a chiedersi “chi controlla i controllori”?

Siamo quindi passati da un decreto soffocante, sorto sulla scia del panico post 11 settembre che ha condotto al famoso Patrioct Act, ad uno che sembra offrire ai naviganti la massima libertà di espressione e di utilizzo dello strumento.

 

Ma c’è un rovescio della medaglia anche nella libertà assoluta. La rete è infatti carente di norme che ne impediscano un uso improprio. Come il recente scandalo Prism-NSA ha evidenziato, le azioni di controllo del singolo utente si sprecano, ma esse sembrano più dirette a un monitoraggio delle sue attitudini e interazioni social, piuttosto che ad un’efficace tutela da azioni terroristiche o pseudo-tali.

Quello che manca, alla nostra vita virtuale, è invece una normativa che permetta di punire i reati online. Il free Wi-Fi potrebbe portare a un aumento di questo tipo di reati, dato che sarà ancora più semplice che restino impuniti. Sarebbe il caso, quindi, di trovare una soluzione che prende la distanze sia del controllo della privacy che dalla massima libertà di agire nell’illegalità.

 Anche perché saremo globalmente coinvolti nel problema dell’utilizzo dello strumento “rete web. Con Project Loon, Google porterà internet a banda larga nelle zone del mondo che non sono ancora raggiunte. Lo farà tramite l’utilizzo di palloni aerostatici che saranno lanciati nel cielo ad un’altitudine doppia di quella in cui volano normalmente gli aerei, superando così tutte le ordinarie implicate nella realizzazione di un’infrastruttura per le telecomunicazioni.

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Argomenti: Internet