AideXa da fintech a banca, ottenuta la licenza bancaria

Da fintech a banca, c'è l'autorizzazione per AideXa.

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Grande salto da parte di AideXa, che passa da fintech a banca. La startup italiana ha infatti ottenuto la licenza bancaria dalla Banca Centrale Europea e diventa ora Banca AideX. Si tratta di un grande successo per una società incredibilmente giovane, nata infatti solo nel 2020.

Fintech AideXa diventa banca

Fintech italiana che lavora per le piccole imprese e le partite IVA ottiene la licenza per diventare una banca e lo fa, nasce quindi AideX. A capo del progetto fintech della startup ci sono Roberto Nicastro, presidente, e Federico Sforza, amministratore delegato. Il primo ha iniziato la carriera come investment banker e poi svolto una lunga carriera in UniCredit, di cui è stato anche direttore generale, il secondo UniCredit, ING e Nexi.

Insomma, le due menti dietro il successo della fintech italiana già sapevano il fatto loro e pare quindi meno scontata ora la notizia del passaggio da fintech a banca da parte di AideXa. In una nota stampa rilasciata dall’istituto si legge: “Banca Aidexa è la prima fintech in Europa esclusivamente dedicata alle piccole e medie imprese ad ottenere la licenza bancaria, distinguendosi nell’attuale mercato fintech per poter supportare al meglio la ripresa: la maggior parte degli operatori del settore, infatti, è costituita da intermediari finanziari, istituti di pagamento o istituti di pagamento elettronici”.

Da fintech a banca

La licenza ottenuta permetterà ad AideXa di supportare ulteriormente le PMI, e si tratta di un supporto notevole soprattutto in un momento come questo dove la ripresa economica non è affatto scontata. Il passaggio a banca farà da sprono al piano di crescita dell’istituto che annuncia già la volontà di assumere altro personale, circa 100 figure esperte soprattutto nel settore tech, come artificial intelligence, fintech, big data e it.

Chiudiamo con un altro stralcio del comunicato: “In questa fase le imprese stanno per fronteggiare nuove esigenze di capitale circolante per sostenere la ripartenza dei fatturati, la ricostituzione del magazzino, l’assunzione di dipendenti stagionali, la rinnovata partecipazione alle fiere di settore, investimenti di manutenzione non più differibili o anche il maturare di impegni finanziari che erano stati rinviati in fase covid quali scadenze fiscali o il dopo-moratoria”.

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