Facebook teme Ello e apre agli pseudonimi

Facebook raccoglie la sfida lanciata da Ello e chiede scusa alla community LGBTIQ per i problemi sorti nelle scorse settimane relative alla policy dei nomi reali.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Facebook raccoglie la sfida lanciata da Ello e chiede scusa alla community LGBTIQ per i problemi sorti nelle scorse settimane relative alla policy dei nomi reali.

Dopo le polemiche emerse nei giorni scorsi e la popolarità riscossa da Ello, Facebook avrebbe intenzione di alleggerire la sua politica sui nomi reali e gli pseudonimi. Il primo passo è stato il chiedere scusa pubblicamente “alla community di drag queen, drag king, transgender e in generale LGBT”, come ha riportato il dirigente di Facebook Chris Cox. Come avrete letto in questi giorni, Ello si è presentato come l’anti-Facebook spingendo soprattutto sulla libertà identitaria, essendo un social network rivolto prevalentemente alla comunità LGBTIQ. Facebook, che adesso si vede messo alle strette su un problema di lunga durata, vuole correggere il tiro e attirare gli utenti persi. Come? Ammorbidendo la policy sui nomi reali.   LEGGI ANCHE Ello, il social network LGBTIQ che sfida Facebook  

Facebook: nomi reali e pseudonimi

Tutto ebbe inizio quando la drag queen Sister Roma, qualche settimana fa, ha accusato Facebook per le sue regole restrittive sulla policy dei nomi, una politica considerata discriminatoria e in grado di sollevare diversi problemi, di natura psicologica, sociale e naturalmente identitaria. Problemi non indifferenti, insomma, perché dietro la necessità di nascondersi dietro uno pseudonimo si nascondono cose più importanti a livello esistenziale, o perché quel nome è associato a violenze o abusi o perché semplicemente ricorda un passato che non si sente proprio e che si vuole dimenticare.   Le dichiarazioni di Cox vanno proprio in questa direzione: “Quanto avvenuto nelle scorse settimane si è trasformato in un’occasione per ascoltare tutte le questioni emerse e comprendere meglio i problemi sollevati dalla policy introdotta”. La politica sui nomi reali è stata introdotta riguarderebbe la creazione di profili falsi dietro cui si nascondono troll, fake di celebrità, bulli e cybercriminali. Ovviamente, in questa generalizzazione, sono entrati anche i profili della comunità LGBTIQ, perché come ha segnalato il social network, nel 99% dei casi segnalati dalla community, i profili erano malevoli.   Da queste dichiarazioni potrebbe nascere un alleggerimento di questa politica, introducendo nuovi strumenti in grado di identificare uno pseudonimo malevolo da uno benigno, ma attendiamo ulteriori aggiornamenti in merito.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Social Network