Facebook, scandalo Cambridge Analytica, ecco la dichiarazione di Zuckerberg

Scandalo Facebook, parla finalmente anche Zuckerberg, ecco le sue parole ufficiali in merito alla polemica con Cambridge Analytica.

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Scandalo Facebook, parla finalmente anche Zuckerberg, ecco le sue parole ufficiali in merito alla polemica con Cambridge Analytica.

Lo scandalo Cambridge Analytica sta assumendo dimensioni sempre più disastrose per Facebook, i dati raccolti dal social e passati a terze parti sta scatenando un polverone tale che ha costretto il numero uno dell’azienda Mark Zuckerberg, a prendere direttamente la parola dopo un lungo silenzio, e fare pubblicamente il mea culpa.

Facebook, Zuckerberg fa ammenda

“In quanto fondatore e responsabile, quanto accaduto è colpa mia” dice Zuckerberg in un lungo comunicato ufficiale. Sta di fatto che 51 milioni di profili sono stati sottratti all’insaputa degli utenti a scopi elettorali, lo scandalo coinvolge infatti il Brexit britannico alle elezioni Usa di Trump. Mentre molti minacciano di lasciare il social, con il cofondatore di WhatsApp, Brian Acton, a guidare la rivolta in prima persona, il giovane imprenditore fa mea culpa sulla sua pagina personale. Ecco cosa ha scritto:

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“Abbiamo la responsabilità di proteggere i vostri dati e, se non ne siamo capaci, non meritiamo di servirvi. Ho lavorato per capire esattamente che cosa sia successo e per assicurarmi che ciò non accada di nuovo. La buona notizia è che gli interventi più importanti per impedire che oggi questo accada di nuovo li abbiamo già messi in atto anni fa. Ma abbiamo anche commesso degli errori, ci sono ancora delle cose da fare e dobbiamo sbrigarci a farle”.

Zuckerberg poi aggiunge: “Nel 2007, lanciammo la piattaforma Facebook con la visione che più app dovessero avere una connotazione social. Il tuo calendario doveva essere in grado di mostrare i compleanni dei tuoi amici, le tue mappe dovevano mostrare dove vivono i tuoi amici e la tua rubrica doveva mostrare le loro foto. Per fare questo, abilitammo gli utenti ad accedere a delle app e a condividere i loro amici e alcune informazioni su di loro. Innanzitutto, esamineremo tutte le app che hanno avuto accesso a grandi quantità di informazioni prima di cambiare la nostra piattaforma per ridurre drasticamente l’accesso ai dati nel 2014 e condurremo una verifica completa su tutte le app che hanno delle attività sospette. Allontaneremo dalla nostra piattaforma tutti quegli sviluppatori che non accettino un controllo approfondito. E se troveremo degli sviluppatori che hanno usato in modo scorretto delle informazioni personali identificabili, li allontaneremo e avviseremo tutte le persone interessate”.

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