Facebook contro le ‘fake news’: cos’è e come funziona lo strumento di fact checking – il problema ‘censura’

Facebook ha deciso di combattere le 'fake news': cos'è e come funziona il nuovo strumento e quali sono i problemi di 'censura'.

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Facebook ha deciso di combattere le 'fake news': cos'è e come funziona il nuovo strumento e quali sono i problemi di 'censura'.

Ecco il nuovo strumento Facebook contro le ‘fake news’: cos’è, come funziona e come il social network si può difendere dall’accusa di censura. Chi stabilisce la verità o la falsità di una notizia?

Facebook dichiara guerra alle notizie false, ma intende difendersi da qualunque accusa di censura. La strategia del social network di Mark Zuckerberg sembra essere molto prudente, anche se è da venerdì scorso che il nuovo sistema in vista delle segnalazioni di quelle che possono essere ritenute ‘fake news’ è stato ufficialmente lanciato negli Stati Uniti.

Interessanti le modalità che si adotteranno, mentre non si sa ancora nulla di quando il nuovo sistema verrà lanciato anche in Europa e, dunque, in Italia. Insomma, ecco in cosa consiste il fact checking e perché è stato affidato ad aziende ‘terze’, e qual è stata la prima news che è stata ‘contestata’.

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Facebook: cos’è e come funziona lo strumento di fact checking

Come funziona il nuovo sistema Facebook di segnalazione di ‘fake news’? Le notizie che verranno segnalate come ‘false’ avranno a fianco la dicitura ‘Disputed’, cioè ‘contestata’. Si tratta di una strategia che cerca di mantenersi in equilibrio tra diritto di informazione e censura: in parole semplici, le notizie, anche se segnalate come false, non verranno rimosse, ma riporteranno una dicitura che non ne dichiara la falsità assoluta, ma soltanto il fatto che la sua veridicità viene contestata. Una mossa molto prudenziale da parte del social network più diffuso al mondo. Ma c’è anche un’altra questione, un’altra mossa di grande prudenza da parte di Mark Zuckerberg. Non sarà Facebook a francobollare come ‘contestate’ e false le notizie, ma saranno aziende di gruppi terzi ad effettuare il fact checking. Cosa vuol dire? Che il social network non si assume le responsabilità della scelta, ma la affida ad altri.

Da sottolineare un ulteriore aspetto: molto spesso è difficile distinguere la verità o la falsità di una notizia e sul web davvero circola di tutto. In questo senso, Facebook avrebbe rischiato grosso nell’eliminare completamente le notizie o a segnalarle, senza se e senza ma, come false: nelle intenzioni, la dicitura ‘Disputed’ intende semplicemente avvertire il lettore e solleticare la sua coscienza critica, dicendogli semplicemente che la news non è verificata e la sua verità è fortemente messa in discussione. Ma qual è stata, allora, la prima notizia ‘contestata’?

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Facebook: la prima notizia ‘falsa’ riguarda Trump

Ebbene, la prima notizia che ha avuto l’onore di essere ‘contestata’ riguarda proprio il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. La news è stata lanciata dal The Seattle Tribune e afferma come la vera origine dei leaks della Casa Bianca siano dovuto a uno smartphone Android poco sicuro utilizzato da Trump. In questo senso, Facebook ha deciso di tutelarsi: la notizia, infatti, non viene rimossa, ma viene semplicemente inserita l’etichetta ‘Disputed’ e aggiunto un commento sulle motivazioni. Nessuna censura, dunque. Tanto più che il sito in questione è di satira e non di informazione politica: insomma, Facebook fa la sua parte, ma è anche vero che dovrebbe essere il lettore a saper selezionare meglio le sue fonti (comprenderle se non altro) e non abboccare tanto facilmente all’amo. È possibile che questa nuova funzione del social network più utilizzato al mondo aiuti gli utenti proprio in questa direzione.

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