Facebook e la bufala della donazione di Zuckerberg ai suoi utenti: perché crediamo a tutto ciò che leggiamo?

Un'altra bufala riguarda Facebook e il suo patron, Mark Zuckerberg, ormai considerato da tutti un generosissimo benefattore: ma perché riusciamo a credere a tutto quello che leggiamo su internet?

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Un'altra bufala riguarda Facebook e il suo patron, Mark Zuckerberg, ormai considerato da tutti un generosissimo benefattore: ma perché riusciamo a credere a tutto quello che leggiamo su internet?

La maggior parte di noi esseri umani è estremamente credulona e i social network stanno lì a dimostrarlo. Se da un lato è consolatoria l’idea che non solo noi italiani siamo così stupidi dall’affidarsi a un titolo acchiappaclick per diffondere un messaggio che in realtà è una bufala senza nemmeno avere il contegno di verificarne l’affidabilità, dall’altro è abbastanza desolante. L’ultima bufala relativa a Facebook riguarda una presunta donazione da parte di Mark Zuckerberg del 10% i 45 miliardi di dollari (sono 4,5 miliardi di dollari, mica fischi) a 1.000 utenti selezionati tramite un algoritmo speciale, tra tutti quelli che condivideranno un messaggio abbastanza sgrammaticato e preso da Google Translate – per quel che riguarda il messaggio italiano – che tuttavia non si allontana poi tanto, in quanto a ridicolaggine, dal messaggio originale scritto in lingua inglese.   Sapete cosa è successo di bello oggi? Che Zuckerberg ha deciso di farsi santificare tra qualche anno per le sue straordinarie opere di beneficenza: non solo donerà il 99% delle sue azioni – azioni, non soldi veri – ma anche il 10% della sua ricchezza totale a 1.000 utenti fortunati che condivideranno la più stupida catena di Sant’Antonio mai vista.

Che pressappoco recita così:  

Magari è una bufala… intanto… Beh… Io pensavo fosse uno scherzo all’inizio, ma ho trovato questo su good morning America e nelle notizie, così vado a condividere il messaggio per una fetta… Grazie, Mark Zuckerberg, per la sua visione di un futuro generoso! E congratulazioni per essere papà! Mark Zuckerberg ha annunciato che sta dando via $ 45 trillioni di azioni di Facebook. Quello che potresti non aver ascoltato è che ha intenzione di dare il 10% a gente come te e come me! Tutto quello che devi fare è copiare e incollare questo messaggio sulla tua bacheca immediatamente. A mezzanotte pst, Facebook cercherà attraverso i messaggi del giorni e valore a 1000 persone con 4,5 milioni di dollari ciascuno come un modo di dire grazie per far di Facebook un legame così potente per la connessione. Buona fortuna a tutti…. Io sto incrociando le dita!!! Bene, vediamo!!!  

Ebbene, questo messaggio è stato condiviso moltissime volte in tutte le parti del mondo, sia in inglese sia in italiano, sia nelle altre lingue in cui è stato tradotto.

Un messaggio che non ha capo né coda e che soprattutto non porta la firma del donatore originale, vale a dire quel Mark Zuckerberg che da un momento all’altro è diventato più filantropo di Gesù Cristo. Saranno forse i numerosi punti esclamativi alla fine di una frase o le miriadi di puntini di sospensione tra una parola e l’altra, ma sembrano proprio questi i fattori chiave che portano un sacco di gente a credere a tali fandonie e, soprattutto, a condividerle in massa.   Vogliamo dire, chi è uscita dalla pancia di Chan Zuckerberg non è il moderno Messia che ha redento lo Zuckerberg riccone a donare tutti i suoi averi alla gene comune e a camminare scalzo lungo le strade del mondo per diffondere un nuovo verbo in nome della solidarietà e dell’empatia. Eppure c’è chi ci ha creduto: è bastato pronunciare qualche nome famoso (Mark Zuckerberg), qualche trasmissione (Good Morning America), ribadire che il messaggio è vero, traendo spunto da una notizia autentica (la donazione delle azioni da parte di Mr. Facbeook) affinché quel testo sgrammaticato e irreale venisse circondato da un’aurea di verità da diffondere a tutti, perché siamo tutti più buoni improvvisamente, roba che se tutto ciò fosse vero, lo faremmo sapere a meno persone possibile per rientrare in quei fortunati 1.000 posti.   Ma non c’è niente da fare, quando un contenuto diventa virale è difficile trattenere la sua potenza, anche quando quello stesso contenuto ha l’odore, il sapore e l’estetica di una megagalattica cazzata. Insomma, occhio alle bufale che circolano nella rete, che internet non è quel posto della verità assoluta che vi hanno inculcato nelle teste. Abbiate sempre un occhio di riguardo su notizie come questa per non incappare in tremende figuracce.

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