Facebook e la bufala della donazione di Zuckerberg ai suoi utenti: perché crediamo a tutto ciò che leggiamo?

Un'altra bufala riguarda Facebook e il suo patron, Mark Zuckerberg, ormai considerato da tutti un generosissimo benefattore: ma perché riusciamo a credere a tutto quello che leggiamo su internet?

di Daniele Sforza, pubblicato il
Un'altra bufala riguarda Facebook e il suo patron, Mark Zuckerberg, ormai considerato da tutti un generosissimo benefattore: ma perché riusciamo a credere a tutto quello che leggiamo su internet?

La maggior parte di noi esseri umani è estremamente credulona e i social network stanno lì a dimostrarlo. Se da un lato è consolatoria l’idea che non solo noi italiani siamo così stupidi dall’affidarsi a un titolo acchiappaclick per diffondere un messaggio che in realtà è una bufala senza nemmeno avere il contegno di verificarne l’affidabilità, dall’altro è abbastanza desolante. L’ultima bufala relativa a Facebook riguarda una presunta donazione da parte di Mark Zuckerberg del 10% i 45 miliardi di dollari (sono 4,5 miliardi di dollari, mica fischi) a 1.000 utenti selezionati tramite un algoritmo speciale, tra tutti quelli che condivideranno un messaggio abbastanza sgrammaticato e preso da Google Translate – per quel che riguarda il messaggio italiano – che tuttavia non si allontana poi tanto, in quanto a ridicolaggine, dal messaggio originale scritto in lingua inglese.   Sapete cosa è successo di bello oggi? Che Zuckerberg ha deciso di farsi santificare tra qualche anno per le sue straordinarie opere di beneficenza: non solo donerà il 99% delle sue azioni – azioni, non soldi veri – ma anche il 10% della sua ricchezza totale a 1.000 utenti fortunati che condivideranno la più stupida catena di Sant’Antonio mai vista. Che pressappoco recita così:  

Magari è una bufala… intanto… Beh… Io pensavo fosse uno scherzo all’inizio, ma ho trovato questo su good morning America e nelle notizie, così vado a condividere il messaggio per una fetta… Grazie, Mark Zuckerberg, per la sua visione di un futuro generoso! E congratulazioni per essere papà! Mark Zuckerberg ha annunciato che sta dando via $ 45 trillioni di azioni di Facebook. Quello che potresti non aver ascoltato è che ha intenzione di dare il 10% a gente come te e come me! Tutto quello che devi fare è copiare e incollare questo messaggio sulla tua bacheca immediatamente. A mezzanotte pst, Facebook cercherà attraverso i messaggi del giorni e valore a 1000 persone con 4,5 milioni di dollari ciascuno come un modo di dire grazie per far di Facebook un legame così potente per la connessione. Buona fortuna a tutti…. Io sto incrociando le dita!!! Bene, vediamo!!!  

Ebbene, questo messaggio è stato condiviso moltissime volte in tutte le parti del mondo, sia in inglese sia in italiano, sia nelle altre lingue in cui è stato tradotto. Un messaggio che non ha capo né coda e che soprattutto non porta la firma del donatore originale, vale a dire quel Mark Zuckerberg che da un momento all’altro è diventato più filantropo di Gesù Cristo. Saranno forse i numerosi punti esclamativi alla fine di una frase o le miriadi di puntini di sospensione tra una parola e l’altra, ma sembrano proprio questi i fattori chiave che portano un sacco di gente a credere a tali fandonie e, soprattutto, a condividerle in massa.   Vogliamo dire, chi è uscita dalla pancia di Chan Zuckerberg non è il moderno Messia che ha redento lo Zuckerberg riccone a donare tutti i suoi averi alla gene comune e a camminare scalzo lungo le strade del mondo per diffondere un nuovo verbo in nome della solidarietà e dell’empatia. Eppure c’è chi ci ha creduto: è bastato pronunciare qualche nome famoso (Mark Zuckerberg), qualche trasmissione (Good Morning America), ribadire che il messaggio è vero, traendo spunto da una notizia autentica (la donazione delle azioni da parte di Mr. Facbeook) affinché quel testo sgrammaticato e irreale venisse circondato da un’aurea di verità da diffondere a tutti, perché siamo tutti più buoni improvvisamente, roba che se tutto ciò fosse vero, lo faremmo sapere a meno persone possibile per rientrare in quei fortunati 1.000 posti.   Ma non c’è niente da fare, quando un contenuto diventa virale è difficile trattenere la sua potenza, anche quando quello stesso contenuto ha l’odore, il sapore e l’estetica di una megagalattica cazzata. Insomma, occhio alle bufale che circolano nella rete, che internet non è quel posto della verità assoluta che vi hanno inculcato nelle teste. Abbiate sempre un occhio di riguardo su notizie come questa per non incappare in tremende figuracce.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Social Media