Facebook dice sì alle fake news, impossibile rinunciare a così tanti soldi

Le fake news non saranno debellate dal social Facebook, al massimo penalizzate. I ricavi delle bufale sul web sono un grande affare per tutti, tranne che per l'informazione.

di Daniele Magliuolo, pubblicato il
Le fake news non saranno debellate dal social Facebook, al massimo penalizzate. I ricavi delle bufale sul web sono un grande affare per tutti, tranne che per l'informazione.

La lotta di Facebook alle fake news è già finita, o forse non è mai veramente iniziata. Da tempo si sosteneva che il nuovo algoritmo debellasse dal social network le grandi bufale, le notizie che fanno volontaria disinformazione al solo scopo di scatenare link virali e incrementare i propri guadagni con i tanti click.

Facebook e le fake news

Forse non tutti sanno che il mondo del web è sostanzialmente sorretto dalla pubblicità. Tutti i siti web hanno dei banner, potremmo paragonarli agli spot che appaiono in tv durante un programma interrompendolo. Nel caso di internet invece appaiono sulla pagina. In questo caso ad interrompersi è la lettura, almeno in senso lato, poiché di tanto in tanto l’occhio del lettore cade sulla pubblicità di fianco al testo, nella speranza da parte del sito, che tale lettore venga catturato dalla pubblicità e finisca per cliccare su banner.

Al di là del reale click sul banner, o dell’effettivo acquisto del prodotto pubblicizzato nell’articolo, il sito che lo ha introdotto riceve un compenso dall’azienda pubblicizzata. Ora, senza entrare troppo nel dettaglio, possiamo dire che tutti i siti web funzionano in questo modo, sono cioè finanziati dalle pubblicità che presentano sulle proprie pagine. Anche le fake news non fanno eccezione, e più click avranno questi articoli, più soldini le pubblicità pagheranno.

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Il fenomeno del click-bait, è molto comune e in sostanza comprende praticamente tutti i siti web, in gergo i titoli acchiappa click non sono di per sé un problema, anche se un titolo fuorviante è sicuramente disonesto nei confronti del lettore. Ad ogni modo qui non si parla di titoli furbetti, ma di vere e proprie bufale, cioè notizie completamente false messe online per stuzzicare i famosi indignatos del web e scatenare commenti su commenti, così da salire nelle interazioni e diventare virale nelle home di Facebook.

A tutto questo il social network ha confessato di non poter rinunciare, al massimo può penalizzare la news con il suo algoritmo, in modo che non riceva lo stesso trattamento di altre news con la sua stessa interazione social. Ecco la risposta postata ufficialmente dal social: “C’erano due possibilità: bannare una pagina che diffonde notizie smontate dai fact checker o “declassarle”, così da renderle visibili a pochissime persone.Abbiamo scelto la seconda strada”. Ciò deve farci riflettere su dove ci sta portando il web con questo sistema e che fine sta facendo l’informazione.

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Argomenti: Facebook Messenger, Notizie, Social Network

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