Facebook contro Princeton: “Morirà entro il 2020” (ma è solo ironia)

Facebook non ci sta e replica a Princeton smontando lo studio che ha profetizzato il declino del social network di Mark Zuckerberg entro il 2020. Vediamo come hanno risposto da Menlo Park (ci sarà da ridere).

di Daniele Sforza, pubblicato il
Facebook non ci sta e replica a Princeton smontando lo studio che ha profetizzato il declino del social network di Mark Zuckerberg entro il 2020. Vediamo come hanno risposto da Menlo Park (ci sarà da ridere).

La risposta di Facebook all’Università di Princeton è puntualmente arrivata, ma a differenza del serio “studio scientifico” l’arma utilizzata è stata l’ironia.

Facebook, per voce dei matematici Mark Develin, Lada Adamic e Sean Taylor, impegnati sul popolare social network, ha infatti demolito non solo la ricerca condotta da John Cannarella e Joshua Spechler, i quali avevano previsto un’emorragia di utenti dell’80% su Facebook entro il 2017, ma anche (in parte) la scienza statistica. 

 

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Facebook demolisce Princeton e smentisce la “profezia” sul suo declino

Facebook proprio non ci sta a lasciarsi demolire da teorie statistiche che profetizzano il suo declino e la sua imminente scomparsa: la risposta all’Università di Princeton e, in particolare, agli autori dello studio condotto, Cannarella e Spechler, è arrivata pronta e puntuale, con un’ironia davvero apprezzabile. 

La contro-teoria, dal titolo “Smontando Princeton“, vuole infatti contraddire non solo gli esiti delle ricerche condotte ma anche lo studio stesso, considerato superficiale e parziale. Sfruttando infatti la stessa teoria dei ricercatori di Princeton, gli autori della contro-ricerca hanno dimostrato attraverso alcuni grafici come anche l’Università di Princeton sia estremamente in pericolo: prendendo spunto da ricerche su Google, infatti, gli articoli scientifici pubblicati dai ricercatori di Princeton e gli stessi studenti dell’Università si ridurranno drasticamente in tempo breve, fino a scomparire totalmente entro il 2020

Non solo: entro il 2060 anche l’aria che respiriamo potrebbe sparire del tutto condannandoci a morte certa. 

Una risposta geniale e inedita da parte di Facebook, di consueto sempre molto formale nel replicare a chi predice il futuro fosco del social network, ma proveniente anche da scienziati e studiosi che ci hanno messo poco a demolire il modello su cui i due ricercatori di Princeton hanno profetizzato la scomparsa di Facebook

Da Menlo Park hanno infatti fatto sapere che l’analogia tra Facebook e un virus è totalmente sbagliata, poiché non si può paragonare un “processo culturale” a una forma epidemiologica. 

Anche il parallelo con MySpace decade nel momento in cui Facebook afferma di aver seppellito esso stesso la nota comunità. Sotto questo aspetto siamo meno concordi, in quanto è probabile che a breve sul web si introduca una nuova moda che sia in grado di superare in popolarità il social network di Zuckerberg, ma andiamo oltre. 

Lo sbaglio più grande dei ricercatori è stato quello di utilizzare Google come principale metro di riferimento per la loro profezia, visto che l’indicizzazione mobile è ancora indietro e Facebook proprio sotto l’aspetto mobile si sta sviluppando (basti pensare ai numerosi accessi provenienti da smartphone e tablet). 

 

E voi da che parte state?

 

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Argomenti: Social Network