Facebook contro i falsi like (quelli che uccidono il business)

Facebook dichiarerà una volta per tutte la guerra ai falsi like? E' quello che sperano Derek Muller e tante altre aziende penalizzate dai like comprati e da likers inesistenti.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Facebook dichiarerà una volta per tutte la guerra ai falsi like? E' quello che sperano Derek Muller e tante altre aziende penalizzate dai like comprati e da likers inesistenti.

Piccola o grande poco importa: se sei un’azienda e ti rivolgi a un’agenzia di pubblicità per la gestione di una pagina Facebook e nel giro di 1-2 settimane ti ritrovi 10.000 likers in più c’è un problema, soprattutto se quei likers provengono da India, Bangladesh, Pakistan e altri Paesi in via di sviluppo. Probabilmente vedere il numero di like esponenzialmente incrementato su una pagina che fino a ieri contava 149 membri può farti uscire fuori di testa, farti pensare che l’agenzia pubblicitaria a cui ti sei rivolto sia meglio della Sterling Cooper Draper Pryce di Mad Men, ma invece non è così. Quei like e fan comprati hanno un costo e la maggior parte di quegli utenti, diciamo il 90-95%, in realtà sono utenti fittizi. Quelli a cui Facebook vuole fare guerra.   LEGGI ANCHE Twitter, Facebook e Google Plus: la minaccia degli utenti fantasma  

Quanto vale un falso like (nella realtà)?

Probabilmente, quando avrai scoperto l’inghippo, ti indurranno a pensare che quella sia solo una copertura di facciata, che servirà a incrementare il tuo livello social e a far crescere il numero di like reali. La verità è un’altra: quei nuovi likers dai nomi lunghi e spesso impronunciabili ti faranno solo del male. E faranno male al tuo business.   Facendo un giro su Facebook, si trovano diverse aziende e agenzie di pubblicità che hanno più like di una star del pop; quando si fa notare loro questa cosa, la risposta che ne segue di solito è la seguente: “Perché siamo conosciuti e apprezzati in tutto il mondo”, oppure “Perché lavoriamo anche da quelle parti, per questo ci conoscono”. Invece, coloro i quali non si soffiano il naso con la carta igienica preferiscono semplicemente cancellare tutte le recensioni negative nonché – naturalmente – i commenti che denunciano esplicitamente tale pratica.   Il costo di 1 milione di like su Facebook è irrisorio: poco più di 600 euro. Anche su Google Plus e su Twitter domina incontrastata questa tecnica di distrazione di massa: 1.000 followers su Twitter – ovvero quella voce che ti fa dire: “Accidenti, questo profilo è seguitissimo, quindi scriverà cose interessanti – costano poco più di 500 euro.   Molte aziende questo lo sanno e non fanno molto per nasconderlo: altre invece, specialmente quelle agenzie che parlano di un incremento social nel giro di poche settimane, lo spacciano per proprio lavoro. E nel preventivo metteranno quegli euro che spenderanno per i falsi like con tanto di “cresta”.   Quanto vale un falso like nella realtà? Meno di zero.  

Perché i falsi like uccidono il business

Si chiamano “click farm” e sbucano fuori come lumache dopo la pioggia nei Paesi in via di sviluppo come quelli sopraccitati: spesso, dopo qualche settimana, i like alla pagina registrano una vertiginosa discesa verso l’abisso. Un segnale preoccupante per le statistiche, ma inevitabile.   Facebook sta per dichiarare guerra ai falsi like. Come afferma Matt Jones del team di Facebook, “l’uso improprio di Facebook danneggia tutti: le aziende e gli utenti del nostro servizio vogliono collegamenti reali e risultati misurabili, non falsi”. Un esempio che ha fatto parlare di sé negli ultimi giorni è quello di un certo Derek Muller che sulla sua pagina Facebook Veritasium ha visto 80mila fan in più: peccato che fossero totalmente inattivi e quindi falsi. Ciò ha portato una consistente riduzione dell’appeal di Veritasium e diminuito al minimo la capacità di interazione a causa dell’algoritmo di Facebook che, per valutare l’efficacia di un post, lo testa prima a una schiera di profili i quali, se condividono, iniziano a creare il successo del post, altrimenti ne decretano il fallimento. Secondo Muller, nonostante i proclami, Facebook non ha mai fatto nulla per contrastare i falsi like.     Chissà se non sia giunto il momento di intervenire sul serio.

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Argomenti: Social Media