Ello, il social network LGBTIQ che sfida Facebook

Ello è un social network punto di riferimento per la comunità LGBTIQ: il suo recente successo ha fatto molto parlare. Altri social network seguiranno l'esempio di Ello e sfideranno apertamente Facebook?

di Daniele Sforza, pubblicato il
Ello è un social network punto di riferimento per la comunità LGBTIQ: il suo recente successo ha fatto molto parlare. Altri social network seguiranno l'esempio di Ello e sfideranno apertamente Facebook?

In questi anni molti social network hanno provato a battere il dominio incontrastato di Facebook, ma senza grande successo: qualche mese fa dedicammo un articolo proprio agli altri social network, quelli un po’ meno conosciuti ma comunque interessanti chi per un motivo chi per un altro. Stavolta è il turno di Ello, il social network che sta facendo molto rumore perché senza pubblicità, privo di una qualche ricerca di profitto e a cui ci si può iscrivere solo dietro invito. La piattaforma è un punto di ritrovo per la comunità LGBTIQ (Lesian, Gay, Bisexual, Transgender, Intersex and Questioning), ma è anche un punto di riferimento per tutti quei social network che hanno l’obiettivo di scalzare Facebook dal podio o, quantomeno, dargli un po’ fastidio.    LEGGI ANCHE Quali sono gli altri social network?  

Cos’è Ello e come funziona

Ello è un social network che si distingue dagli altri per essere senza pubblicità e soprattutto per non essere “free”. Con “free” non intendiamo non a pagamento, bensì riservato a chi ha un invito. L’accesso a questo social network “che dà il benvenuto alla comunità lesbica e gay”, ma non solo come asserisce il fondatore Paul Budnitz, si effettua infatti solo dietro invito. Già questi pochi elementi fanno pensare a Ello come un social network nel vero e originale senso della parola: una comunità per gli utenti. Ciò che, sostanzialmente, Facebook e altri non sono più per vari motivi (primo tra tutti, la ricerca di profitto, generata da ricerche di mercato e annunci pubblicitari mirati in base alle preferenze esplicitate dall’utente).   

Perché Ello può mettere paura a Facebook

Ello nasce seguendo le reazioni di alcuni utenti che su Facebook non potevano essere sé stessi, visto che su Facebook, anche a causa dell’obbligo di inserire un nome reale, ci sono stati anche dei casi di censura. Censura di cosa? Probabilmente dell’identità di persone che in una comunità così grande come quella creata da Zuckerberg non si sentivano a proprio agio, non potendo inserire la propria reale identità, ovvero quella che rappresentava la loro vera natura.    Ciò fa sì che in molti hanno cominciato a cercare qualcosa di diverso, che potesse rispettare non solo la libertà di espressione e pensiero, ma anche le identità degli utenti. Dotato di una grafica minimalista e di un’interfaccia decisamente semplice da usare e forse proprio per questo molto attraente, Ello è una vera e propria sorta di manifesto della libertà 2.0. “Il vostro social network è di proprietà degli inserzionisti”, avvisa Budnitz. Così come ogni cosa che gli utenti fanno sui social network “viene convertito in dati affinché gli inserzionisti possano studiarli e mostrare più annunci”. L’utente diventa così il prodotto e i prodotti, come ben si sa, vengono acquistati. Budnitz punta proprio su questo per coinvolgere la sua comunità: gli utenti non sono un prodotto e il social network deve tornare a essere una comunità per il libero scambio di informazioni e funzionare come “strumento per l’emancipazione“. 

 

Il successo di Ello può essere la spinta necessaria affinché altri social network escono dal modello “copia e incolla” e si affianchino a qualcos’altro di molto più diverso che ricalchi lo spirito originale di un social network, che non sia quello della manipolazione e dell’inganno, per usare le parole forti di Budnitz, ma che cavalchi appieno lo spirito positivo per cui internet viene tanto elogiato. 

Insomma, Ello può essere il primo social network a guidare la fila e sfidare apertamente Facebook: quanti altri lo seguiranno?

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Social Media