Economia digitale: Italia meglio solo di Grecia, Bulgaria e Romania in Europa

L'Italia è un Paese arretrato dal punto di vista dell'economia digitale? Purtroppo, a quanto riportano gli ultimi grafici elaborati dalla Commissione Ue, sembra proprio di sì.

di Daniele Sforza, pubblicato il
L'Italia è un Paese arretrato dal punto di vista dell'economia digitale? Purtroppo, a quanto riportano gli ultimi grafici elaborati dalla Commissione Ue, sembra proprio di sì.

C’è poco da fare ed effettivamente era un dato prevedibile: l’Italia è fanalino di coda nella classifica europa relativa all’economia digitale. Peggio di noi solo Grecia, Bulgaria e Romania, mentre meglio di noi – molto meglio di noi – spiccano Paesi come Cipro, Slovacchia, Slovenia, Lettonia, Lituania ed Estonia. La sorpresa – se così si può definire – viene quindi dai Paesi baltici, mentre in cima alla classifica trionfano i Paesi scandinavi (Danimarca e Svezia in primis), seguiti da Olanda, Belgio e Regno Unito.  

Italia digitale? Un mezzo disastro, ma le imprese ci provano

Il Belpaese soffre di debolezza delle connessioni, della mancanza di adeguate competenze informatiche senza considerare una fragile quanto scarsa attività sul web, che viene compensata solo dalla fruizione di contenuti multimediali, tra musica, video e videogiochi. Le imprese tentano di salvare il salvabile, ma sul fronte e-commerce non sono per niente rose e fiori, mentre risultano molto forti per quanto riguarda l’utilizzo dei servizi cloud per la diffusione di dati e informazioni. grafico-1-index-economia-digitale Anche i servizi pubblici su internet cercano di tirare su la testa, ma vengono affossati da una mancata domanda e da uno sviluppo carente e inefficiente. Fatto sta che nell’indice generale che riguarda l’economia digitale, sui 28 Paesi europei selezionati, l’Italia è quart’ultima. grafico-2-index-economia-digitale Ciò che emerge è il punteggio bassissimo del nostro Paese (0,36), praticamente quasi la metà di quello totalizzato dalla Danimarca, leader di questa classifica. L’Italia si distingue per “la peggiore copertura dell’Unione europea” per le reti di nuova generazione, e per la percentuale più bassa di abbonamenti alla banda larga fissa. grafico-3-index-economia-digitale A fare la differenza ci pensa la banda larga mobile (in questo siamo dodicesimi in Europa). Continua dunque la scarsa fiducia degli italiani nei confronti del mezzo di internet, equivalente a uno scarso utilizzo: ancora il 31% (ed è una cifra abbastanza impressionante) non saprebbe neppure cominciare a navigare su internet. Solo il 59% invece è l’utenza abituale. Come potreste prevedere, numeri troppo piccoli se raffrontati alla media Ue. grafico-4-index-economia-digitale

Purtroppo l’Italia mostra delle gravi carenze anche sotto l’aspetto dell’educazione, considerando che solo “l’1,3% degli italiani tra i 20 e i 20 anni” risulta laureato in materie affini ai settori della tecnologia, ingegneria, matematica e scienza, percentuale bassissima se si pensa macroscopicamente all’economia digitale.

Il giornalismo online soffre inoltre di una bassa fruizione da parte degli utenti, soprattutto dopo l’introduzione da parte di alcune testate delle notizie a pagamento, anche se hanno registrato un incremento componenti quali l’homebanking e soprattutto lo shopping online.

Insomma, il quadro non è per niente roseo: nell’epoca dell’economia digitale e della sharing economy, il nostro Paese è ancora molto indietro, anche se le imprese stanno cercando di mettersi a pari con la concorrenza estera. Un invito in più alla politica di darsi da fare con i fatti e non con le chiacchiere per non restare troppo indietro, anche più di quanto lo siamo già.

Fonte e grafici | DESI

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