Ecco Viv: il super assistente virtuale che manderà in pensione Siri e compagnia

Viv è il nuovo assistente virtuale capace di rispondere a domande più complesse rispetto a Siri, Google Now e Cortana: ecco come funziona.

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Viv è il nuovo assistente virtuale capace di rispondere a domande più complesse rispetto a Siri, Google Now e Cortana: ecco come funziona.

Mentre le principali aziende stanno cercando di perfezionare in ogni modo i loro assistenti virtuali, sulla scena di questo particolare settore spunta un contendente inaspettato, creato peraltro dagli stessi padri di Siri, ovvero Dag Kittlaus e Adam Cheyer: il nuovo assistente virtuale si chiama Viv e, almeno stando ai primi test presentati durante l’evento TechCrunch Disrupt NY tenutosi per l’appunto a New York, sembra essere molto più sofisticato e potente rispetto agli attuali Siri, Google Now e Cortana, poiché ha la capacità di rispondere a domande ben più complesse grazie all’abilità di scriversi da solo il codice per generare la risposta in pochissimi secondi anche a domande più articolate. Insomma, mentre gli attuali assistenti vocali ci forniscono risposte semplici a domande semplici ma vanno in difficoltà quando si trovano di fronte a questioni più complesse, Viv aggirerebbe questo problema andando così a ricoprire perfettamente il suo ruolo di assistente vocale ottimizzato e completo.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]#Viv è il nuovo assistente virtuale che manderà in pensione quelli attuali?[/tweet_box]   Il CEO di Viv, Dag Kittlaus, ha iniziato a presentare Viv ponendo una domanda molto semplice sul meteo e l’assistente virtuale ha risposto correttamente. Poi Kittlaus ha stupito tutti, domandando una questione più sofisticata: “Ci saranno più di 21 gradi centigradi vicino al Golden Gate Bridge dopo le 5 del pomeriggio di dopodomani?” In pochissimi secondi, Viv è riuscita a fornire una risposta esatta alla questione. Per capire l’importanza di questa novità, provate a fare la stessa domanda a un assistente vocale come Siri, Cortana o Google Now e vedete cosa vi rispondono. Questa differenza di risposta consiste nel fatto che mentre questi assistenti virtuali cercano le risposte nel web, Viv può contare su un linguaggio di autoprogrammazione per generare una risposta completa, semplicemente frammentando la questione che gli viene posta in una sequenza di sottodomande, per poi trovare la risposta a ciascuna, sintetizzarle e fornire la risposta esatta.   Viv sfrutta infatti le terze parti per argomentare la propria risposta e fornire altri servizi supplementari: ad esempio, tramite Venmo, è capace di trasferire denaro a un amico, o ancora acquistare un libro in uno store online, chiamare un veicolo tramite Uber o inviare una commissione di fiori tramite Florist One. Questo è il punto di forza di Viv – ma anche di debolezza – ovvero l’appoggio ad applicazioni e servizi di terze parti, che sono imprescindibili per il funzionamento corretto e per dare adito alle sue possibilità di essere una sorta di assistente virtuale a tutti gli effetti e in tutti i campi.   Viv ragiona per tematiche, grazie a una serie di parole chiave che un’applicazione o un servizio altro può inserire e far conoscere all’assistente, in modo tale da agevolare il compito di quest’ultimo nel ragionare proprio per tematiche quando gli viene posta una domanda. Inoltre Viv è capace di autoprogrammarsi, analizzando la domanda postagli, scomponendola e ricomponendo tutte le parti singole per generare la risposta giusta, presentando dunque un elevato livello di flessibilità che gli altri assistenti virtuali che oggi utilizziamo sicuramente non hanno.   Google e Facebook si sarebbero già fatte avanti per poter disporre dei servigi di Viv, mentre Apple sarebbe trincerata dietro la sua opera di ottimizzazione di Siri: a differenza di quest’ultimo assistente virtuale, tuttavia, almeno per il momento Kittlaus non sembra affatto intenzionato a vendere Viv.

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