E anche su Instagram arrivarono le pubblicità: obiettivo monetizzare

Anche su Instagram arriva la pubblicità con un unico obiettivo: guadagnare. Ecco cosa potranno fare gli inserzionisti interessati.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Anche su Instagram arriva la pubblicità con un unico obiettivo: guadagnare. Ecco cosa potranno fare gli inserzionisti interessati.

Anche Instagram si dà alla pubblicità: le piattaforme che quotidianamente utilizziamo per comunicare con i nostri amici e fare vita – virtuale – sociale, non sono lì per scherzo o per gioco o semplicemente per farci piacere: sono lì per un unico obiettivo, che corrisponde a quello di monetizzare, guadagnare. E’ così che in 30 Paesi, compresa l’Italia ovviamente, sul noto social network fotografico inizieranno ad apparire post pubblicizzati, riconoscibili dalla dicitura “sponsored” che li contraddistingue. Attenzione, infatti, perché il look di questi banner sponsorizzati sarà abbastanza simile a quelli dei post normali, con la differenza che alcuni di questi banner possono rimandare a siti terzi o ad altre applicazioni da installare attraverso un pulsante apposito.   Molta libertà viene data agli inserzionisti di questi sponsor, che potranno così sfruttare la piattaforma per pubblicizzare siti, app e quant’altro non solo con banner ad hoc, ma anche con video di 30 secondi, mentre per gli utenti normali la durata limite di un video corrisponde a 15 secondi. Quella che però è una novità in Italia e negli altri Paesi, è già roba vecchia in 8 Paesi, per lo più anglosassoni, come USA, UK e Canada, in cui i banner sponsored sono già presenti dal 2013. Nel nostro Paese saranno inizialmente le grandi aziende ad approfittare di questa novità per incrementare i propri profitti – e per farli guadagnare a Zuckerberg – e così possiamo già trovare marchi del calibro di Warner Bros, Ford, Samsung e Illy.   Non solo: gli inserzionisti avranno moltissime possibilità, come ad esempio quella di monitorare i risultati delle loro pubblicità attraverso un sistema già utilizzato su Facebook, così come da Facebook potranno prelevare i dati di profilazione degli utenti già ottenuti negli anni precedenti allo scopo di misurare l’efficacia di uno sponsor e del feedback del target di riferimento. Questa novità, come dicevamo, è già presente in alcuni Paesi e non è un caso che Instagram abbia utilizzato i risultati ottenuti in questi 2 anni per consentire agli utenti interessati di verificare l’efficacia e la qualità del servizio: un esempio emblematico è quello del negozio Gilt, che sfruttando tale metodo, ha incrementato le installazioni della sua applicazioni dell’85%.   Tuttavia gli utenti saranno sempre al centro delle attenzioni del social fotografico: come ha affermato il general manager di Facebook Italia Luca Colombo, infatti, ogni utente avrà la possibilità di valutare l’inserzione, confermare la propria soddisfazione o insoddisfazione del servizio e perfino nasconderla, in caso la si trovasse inefficiente o troppo invadente. La pubblicità su Instagram avrà successo? Ancora non lo sappiamo, ma i ricavi ottenuti da Facebook negli ultimi trimestri e i 300 milioni di utenti attivi al mese che può vantare Instagram fanno ben sperare.

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Argomenti: Social Network

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