Dopo Tinder ecco The League: dating app più selettiva

Se siete stanchi di Tinder, allora forse è il momento di cominciare a guardarsi intorno: magari non solo sullo smartphone, ma anche in giro. Insomma, fare incontri come si faceva una volta, quando non c’erano le applicazioni. Se invece volete un’altra app che possa soddisfare le vostre esigenze, allora è il caso di attendere The […]

di Daniele Sforza, pubblicato il
Se siete stanchi di Tinder, allora forse è il momento di cominciare a guardarsi intorno: magari non solo sullo smartphone, ma anche in giro. Insomma, fare incontri come si faceva una volta, quando non c’erano le applicazioni. Se invece volete un’altra app che possa soddisfare le vostre esigenze, allora è il caso di attendere The […]

Se siete stanchi di Tinder, allora forse è il momento di cominciare a guardarsi intorno: magari non solo sullo smartphone, ma anche in giro. Insomma, fare incontri come si faceva una volta, quando non c’erano le applicazioni. Se invece volete un’altra app che possa soddisfare le vostre esigenze, allora è il caso di attendere The League, attualmente in fase beta e poi disponibile inizialmente solo per iOS, che si preannuncia come una dating app più selettiva, quasi di nicchia. Basti pensare che i criteri di ricerca di contatti e i parametri che sono stabiliti per voi quando vi iscrivete vengono presi nientemeno che da LinkedIn.  

The League: cos’è?

L’idea è della 29enne americana Amanda Bradford, con esperienze già in Google, che delusa da Tinder e dal suo funzionamento – e non è la sola visto che sul fenomeno Tinder sono anche stati scritti volumi che raccolgono tutte le esperienze negative – ha deciso di proporre un’altra idea di dating app, chiedendo un finanziamento di 700 mila dollari e ricevendone ben 2,1 milioni.   I principali punti di forza di The League sono i seguenti:

  • Target di riferimento: vengono selezionati solo i profili che abbiano raggiunto un determinato livello stabilito da parametri quali istruzione, lavoro, posizione sociale e pubbliche relazioni;
  • Privacy: a differenza di Tinder, il vostro profilo viene celato agli utenti estranei, nonché a tutti quei profili che non desiderate contattare. Inoltre, la scelta dei contatti sarà più precisa rispetto a Tinder, seguendo nel dettaglio le preferenze che l’utente ha stabilito al momento dell’iscrizione.
  • Sicurezza: dimenticate i profili fake, gli estorsori, i malintenzionati e i troll. Infatti, The League avrebbe innalzato un muro difensivo invalicabile contro questi soggetti.

Per appassionati e ambiziosi

A BusinessInsider, la Bradford ha spiegato in poche righe la sua applicazione: “Le università più prestigiose scelgono gli studenti migliori, così come le aziende scelgono gli impiegati. Lavoro e scuola sono i posti dove chi ha più di 20 anni si incontra. Mi sembra più che ragionevole per una dating app selezionare a sua volta la comunità“. Selettiva, di nicchia, forse “d’élite”, ma certamente più mirata rispetto a Tinder.
Se poi volete solo l’avventura di una notte, dimenticatevelo: “La mia app celebra altri elementi delle persone, oltre all’aspetto”. Non è un caso che The League sia riservata a quei soggetti che si ritengano (e siano) appassionati e ambiziosi. E non è sempre un caso che il payoff dell’app sia: “Date. Intelligently”.Con frecciatina a Tinder, naturalmente.
Se siete curiosi, date un’occhiata al sito ufficiale.

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Argomenti: Tendenze del web