Disturbi da social network: bassa autostima, ansia, depressione. Ecco perché

L'utilizzo sconsiderato e frequente dei social network può portare i giovani a sviluppare patologie e disturbi seri, come insonnia, ansia e depressione. Lo rivela uno studio scozzese.

di Daniele Sforza, pubblicato il
L'utilizzo sconsiderato e frequente dei social network può portare i giovani a sviluppare patologie e disturbi seri, come insonnia, ansia e depressione. Lo rivela uno studio scozzese.

Molto spesso nei risultati emersi dalle ricerche di team di prestigiose università, si è detto che i social network possano portare a essere tristi e depressi, trascinando gli utenti che li utilizzano in spirali di ansia. L’ultima in ordine cronologico è quella condotta da un team di ricercatori dell’Università di Glasgow coordinati dalla responsabile Heather Cleland Woods e pubblicata su Live Science, che ha analizzato un campione di 467 ragazzi compresi nella fascia d’età che va dagli 11 ai 17 anni, analizzandone il comportamento giornaliero e notturno sui social network. Ciò che è emerso è che chi utilizza più di frequente i social network – anche e soprattutto di notte – è più propenso a sviluppare disturbi come stati di insonnia, ansia e depressione.   Ma da cosa dipende lo svilupparsi di queste patologie e quali legami hanno con i social network? Semplicemente il social network è uno specchio virtuale della vita sociale reale: e come nella vita reale, anche nel campo virtuale possono sussistere fenomeni di emarginazione e indifferenza, così come una profusione di popolarità. E’ capace che noi pubblichiamo un post il quale, appena 1 minuto dopo, ha già 10 like e 3 commenti, mentre un nostro amico ne pubblica uno, che potrebbe essere altrettanto popolare, ma che 10 like non li riceve neppure in 1 giorno, nonostante l’ingente quantità di “amici” che si ha. E così, proprio come nella vita reale, chi cerca di socializzare a tutti i costi, anche e soprattutto di notte, marcendo nell’attesa di un feedback positivo e disperandosi nell’eventualità di una sua mancanza, è più avvezzo a cadere in depressione. Depressione – e ansia durante l’attesa – che vengono generati principalmente proprio dal perdurare dell’insonnia e dallo stare attaccato al proprio PC o smartphone su un social network come Facebook o Twitter fino allo sfinimento.   Quella dei social network rischia così di diventare una vera e propria malattia per i giovani di oggi, che si tramuta nell’ansia suddetta di dover sempre restare connessi per essere aggiornati in tempo reale su quello che accade sui social o sulle risposte a un post pubblicato poco tempo prima, e conseguentemente in depressione generata dal timore di non essere considerato. Quello dell’Università di Glasgow, invero, non è il primo studio che viene fatto sulla questione: infatti, già nel 2011, l’American Psychological Association aveva divulgato uno studio molto interessante che aveva instaurato un legame tra l’utilizzo frenetico dei social network e i comportamenti derivanti da patologie e disturbi gravi come la depressione e la schizofrenia. Più di recente, inoltre, ricerche condotte da statunitensi e australiani sono giunti alla stessa conclusione, sottolineando il legame tra l’utilizzo malato dei social network e l’insorgere di disturbi seri, anche con il passare del tempo.   Insomma, come il fumo e l’alcool, forse anche i social network dovrebbero venire usati con la giusta moderazione. E per i più giovani, avvertono gli esperti, urge un controllo più serrato da parte dei genitori, gli unici in grado di indirizzare i propri figli verso uno sviluppo normale nel loro percorso di crescita, allontanando le problematiche emozionali derivanti dalla sfera virtuale.  

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Argomenti: Social Media

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