Diritto all’oblio sotto accusa: internet crivellato di buchi

Wikimedia Foundation accusa il diritto all'oblio e la corte europea per la sentenza che sta cancellando l'informazione e rendendo internet una groviera di contenuti. Fa specie in Italia la rimozione di contenuti sulla pagina Wikipedia su Renato Vallanzasca.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Wikimedia Foundation accusa il diritto all'oblio e la corte europea per la sentenza che sta cancellando l'informazione e rendendo internet una groviera di contenuti. Fa specie in Italia la rimozione di contenuti sulla pagina Wikipedia su Renato Vallanzasca.

Fa notizia la scomparsa di alcune informazioni sulla pagina Wikipedia su Renato Vallanzasca, ma come questa tante altre stanno sparendo in nome del fantomatico diritto all’oblio, partito da una persona comune in Spagna e arrivato a “crivellare di buchi” internet in tutta Europa. E’ la denuncia della Wikimedia Foundation, a cui sono arrivate richieste da parte di Google relative alla cancellazione di alcune informazioni sulle proprie pagine.   LEGGI ANCHE Diritto all’oblio: 6 mila richieste dall’Italia, ma continuano le polemiche Come cancellarsi da Bing: diritto all’oblio anche per Microsoft  

Diritto all’oblio o attacco all’informazione?

La denuncia della Wikimedia Foundation ha assolutamente un fondo di verità e risulta emblematica in quanto segnala quella problematica di fondo che crea confusione e rende sottilissimo e labile il confine tra informazione errata e informazione assente.   La sentenza della corte europea “sta minando la capacità del mondo di accedere liberamente alle informazioni accurate e verificabili su persone ed eventi”, scrive Wikimedia Foundation sul suo blog. Ciò che emerge è quindi un impatto su Wikipedia “diretto e critico”.   Il gettare le responsabilità sul gestore di un motore di ricerca su internet ha portato la Corte europea ad abbandonare “la propria responsabilità di proteggere uno dei diritti più importanti e universali: il diritto di cercare, ricevere e diffondere informazioni“. La conseguenza più grave del diritto all’oblio è per ciò la scomparsa dei risultati di ricerca accurati in Europa “senza alcuna spiegazione pubblica, nessuna prova reale, non giurisdizionale, nessun processo d’appello”, e internet diventa così una groviera in cui “le informazioni scomodo, semplicemente, scompaiono”.   Anche per questo motivo Wikimedia Foundation ha creato un’apposita pagina dove è possibile consultare tutti i contenuti cancellati: al momento in cui scriviamo, dunque, scopriamo come nel Regno Unito sia sparito un file su Tom Carstairs in concerto e alcune informazioni su Gerry Hutch, mentre in Italia sono stati rimossi contenuti sulla pagina su Renato Vallanzasca e sulla Banda della Comasina. L’Olanda è quella che momentaneamente sembra pagare di più, con un numero impressionante di contenuti rimossi.   Allora, vi chiediamo: il diritto all’oblio salvaguarda o uccide l’informazione libera?   Fonte | Wikimedia Foundation

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Argomenti: Tendenze del web