Dipendenti da smartphone? Allora siete depressi

Se siete troppo dipendenti da smartphone, allora potreste essere depressi. Lo ha svelato una discutibile ricerca della Northwest Medicine.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Se siete troppo dipendenti da smartphone, allora potreste essere depressi. Lo ha svelato una discutibile ricerca della Northwest Medicine.

Dimmi quanto tempo passi al telefono e ti dirò se sei depresso: questa la bislacca ma affidabile ricerca condotta da un team di esperti della Northwestern Medicine. Sostanzialmente lo studio ha rilevato un forte legame tra la dipendenza da smartphone e i sintomi della depressione: chi trascorre molto tempo della sua giornata al telefono cellulare, infatti, è incline a essere più depresso, visto che spesso lo utilizza – per chiamate o altro – per evadere ai pensieri e ai problemi della quotidianità. Sostanzialmente lo studio ha rivelato che un soggetto incline alla depressione passa in media 68 minuti al giorno attaccato al proprio smartphone, mentre chi sta bene ne passa in media 17. Secondo la Northwestern Medicine, dunque, è sufficiente monitorare l’utilizzo dello smartphone e il tracciamento del Gps per scoprire se soffriamo dei sintomi della depressione.   Il Gps? Che c’entra il Gps? Semplice: con il Gps attivato che identifica la nostra localizzazione, si può risalire a diverse informazioni importanti. Se ad esempio il soggetto tracciato resta più tempo a casa o in pochi e ristrettissimi luoghi, allora ciò significa che potrebbe star cadere in depressione, vista la sua tendenza a isolarsi e vista la sua scarsa voglia di uscire all’aria aperta o di frequentare luoghi diversi. Certo, direte voi, questi sono sintomi più che tracciabili anche senza l’ausilio di questi dati, eppure i ricercatori che hanno condotto lo studio hanno ritenuto più corretto affidarsi a questo metodo piuttosto che a quello tradizionale.   David Mohr, uno dei responsabili del team di ricerca, ha infatti spiegato che attraverso questo metodo sarà possibile individuare la presenza dei sintomi dela depressione in un soggetto senza che gli vengano poste delle domande. Si tratterebbe perciò di un sistema di rilevazione passivo. Non è un caso che sui 28 soggetti monitorati, con il 50% dei quali affetti da depressione, il metodo del monitoraggio tramite smartphone dà risultati accurati di un livello che raggiunge quota 87%. Molto più affidabile del metodo tradizionale delle domande, per le quali Mohr ha spiegato come le risposte possano essere fornite tramite metodo meccanico e perciò non affidabile.   Questi risultati sono molto importanti perché attraverso questo sistema di tracciamento sarà possibile individuare i sintomi del disturbo di un soggetto e aiutare preventivamente lo stesso semplicemente studiando e analizzando i dati forniti dallo smartphone e dal suo Gps. Una ricerca destinata a lasciare il tempo che trova o una metodica veramente affidabile che potrebbe rappresentare un reale aiuto ai soggetti che soffrono di depressione?

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Argomenti: Buzz

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