Criptovalute ingestibili, CTO di Ripple afferma che gli USA non sono pronti

L'industria delle criptovalute potrebbe essere di difficile gestione per gli USA.

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È un mercato florido, ma forse ingestibile, sembra essere questo il parere finale di Ripple sulle criptovalute, o almeno uni dei suoi, stiamo parlando di David Schwartz, Chief Technology Officer di Ripple. Secondo il CTO, gli Stati Uniti non sono pronti a regolamentare l’industria delle criptomonete.

Criptovalute, un bene ingestibile?

Il contesto normativo per le cripto è scoraggiante negli USA. Parole e musica di David Schwartz. Le società che vorrebbero avviare un’attività sulle criptovalute si troverebbero ad affrontare una situazione incredibilmente complessa che scoraggerebbe l’industria. Insomma, secondo il CTO di Ripple, gli Stati Uniti non sono in grado ancor di gestire tale business, almeno da un punto di vista industriale. Ecco a tal riguardo le sue parole:

“È molto difficile capire quali leggi si applicano, e come queste si applicano, a qualcosa di nuovo. Generalmente questo non avviene in altri Paesi, perché c’è un’unica entità che crea le regole: per lo meno sai di star dialogando con l’istituzione giusta. Gli Stati Uniti sono uno dei pochi Paesi al mondo dove può accadere che i regolatori si rivolgano a te e dicano: ‘Hai presente quella cosa che hai fatto per cinque anni, in pubblico e alla luce del giorno? Beh, avresti dovuto sapere che era illegale sin dall’inizio’.”

Criptovalute, gli USA devono adeguarsi

Schwartz conclude la sua analisi con un suggerimento rivolto a coloro che regolamentano tale business negli USA: “Il consiglio che posso dare ai regolatori statunitensi è il seguente: osservate il resto del mondo e non fate totalmente di testa vostra.” Sappiamo quanto gli USA facciano tendenza in tutto il mondo, le decisioni dell’America sono spesso un trend da seguire per tutti gli altri Paesi, ma in questo specifico caso gli Stati Uniti sono invitati a prendere spunto dagli altri, e non viceversa.

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