Presidente Consob Paolo Savona tuona contro le criptovalute, sono illegali e vanno fermate

Stop alle criptovalute secondo il Presidente Savona.

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Parole dure contro le criptovalute da parte di Paolo Savona, Presidente Consob, all’incontro che si è tenuto lunedì per la presentazione annuale dell’Agenzia. Il presidente equipara addirittura le crypto alle medesime monete utilizzate dai falsari, insomma un sistema criminoso al quale deve essere messo presto un freno.

Criptovalute illegali, secondo Savona vanno fermate

Le criptovalute vanno fermate, questo il pugno di ferro di Savona, o quanto meno regolamentate, stando invece alla sua stessa posizione in versione edulcorata. Il Presidente della Consob, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa italiana, definisce le crypto “un investimento sul nulla” e vanno “considerate illegali” alla stessa stregua “di un falsario che batte moneta”. Non usa mezzi termini Savona e mette in guardia da una mancata regolamentazione degli altcoin.

Un’altra equiparazione messa in campo dal Presidente è quella con i subprime del 2007. Secondo Savona infatti le croptovalute possono fare da detonatore per una nuova crisi economica mondiale come accadde quasi 15 anni con i subrpime. Lo stesso Savona però si dice tranquillo sul fatto che stavolta ci sono tutti gli indizi per intervenire per tempo: “oggi le autorità di vigilanza sono consce dei rischi mentre nel caso dei subprime rimasero sorprese”.

Criptovalute, ancora muro contro muro

La soluzione, secondo Savona, per scongiurare questa crisi, è considerare le monete come un bene pubblico, evitando quindi il proliferarsi e lo sviluppo di una moneta privata. Il concetto infatti di criptomoneta è proprio quello di svincolarsi da un controllo centrale dell’economia, al fine di decentralizzare il potere finanziario. “Senza una corretta supervisione potrebbe esserci un peggioramento della trasparenza del mercato, la base della legalità e della scelta razionale per gli operatori (mercato)”, aggiunge ancora Paolo Savona.

Il suo pensiero è comunque in linea con molti governi che mese dopo mese stanno attuando norme per regolamentare tale fenomeno economico. C’è da dire, comunque, che al momento il dato relativo alle criptovalute come moneta preferita dai criminali, si dimostra essere non vero. Statisticamente infatti i criminali che usano crypto sono una percentuale molto bassa, in quanto i numeri ci dicono che preferiscono utilizzare le canoniche valute emesse dai governi.

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