Cos’è il Metaverso di Facebook? Perché anche gli altri colossi tech vogliono provarci?

Tutti parlano del Metaverso di Facebook, ma di cosa si tratta precisamente e perché ora tutti vogliono proporlo?

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Metaverso

Con l’arrivo di Meta, il nuovo nome che accorperà tutte le attività di Zuckemberg, da Facebook a Instagram, passando naturalmente anche per WhatsApp, tutti stanno parlando di Metaverso, ma di cosa si tratta? Cos’è realmente?

Metaverso, cosa significa?

Il concetto di Metaverso nasce nei primi anni 90 grazie allo scrittore Neal Stephenson che ne parla in Snow Crash, libro di fantascienza cyberpunk. In questo romanzo il metatarso viene descritto come una realtà virtuale condivisa tramite internet e in cui ogni soggetto vi può interagire tramite il proprio avatar rappresentato in maniera tridimensionale. Benché il progetto Meta di Zucekrberg sia esclusivamente strategia di marketing, quando si parla di metaverso si parla invece di un nuovo step tecnologico.

Il concetto descritto nel romanzo che ne ha coniato il termine è infatti proprio ciò che questi giganti del tech stanno cercando di fare. La creazione di un mondo virtuale nel quale si può interagire totalmente e senza più alcuna differenza tra il mondo reale e quello fittizio. Anche Facebook diverrà completamente differente da come lo conosciamo oggi. Immaginiamoci infatti un vero e proprio scenario visivamente simile a quello di altri videogame open world, ma soprattutto, quel che davvero interessa ai big del settore, la possibilità di accedere ai servizi per fare acquisti.

Metaverso, la nuova frontiera tech

Insomma, la genialata dei colossi della tecnologia sembra pronta per avviare i primi passi, sarà naturalmente un dispendio importante di tempo e di danaro e su questo Zuckerberg ha già investito tanto. A quanto pare il progetto alletta, tanto è vero che Microsoft sta perdendo dipendenti, tutti ora invogliati di far parte di Meta. Anche Apple sta lanciando il suo metaverso, insomma un multiverso di metaversi che sembra quasi ricordare concetti a questo punto fumettistici.

Del resto, si sa, questi cervelloni miliardari sono tutti folli nerd.

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