Comunicazione attraverso i liquidi, presto avremo un nuovo sistema wireless

Dall'Università di Stanford arriva un'interessante ricerca, la comunicazione attraverso i liquidi: dopo la fibra ottica e il satellite ecco una nuova scoperta.

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Dall'Università di Stanford arriva un'interessante ricerca, la comunicazione attraverso i liquidi: dopo la fibra ottica e il satellite ecco una nuova scoperta.

Dovremmo essere ormai preparati e pronti a tutto, e invece il mondo della tecnologia riesce sempre a stupirci. Basta una nuova ricerca, puntualmente presentata da titoloni accattivanti, per scatenare la nostra curiosità. Il bello del mondo tech è che, una volta iniziata a leggere la news, ci accorgiamo che il titolo non aveva ingigantito oltre misura la notizia, come spesso avviene con altri tipi di news presenti sul web, ma se è possibile diventa ancora più sorprendente. E’ proprio il caso della notizia che vi raccontiamo ora, ovvero la comunicazione digitale attraverso i liquidi.

Comunicare con i liquidi, a breve si potrà

Ha davvero dell’incredibile la ricerca effettuata dall’Università di Stanford. L’imput è sempre lo stesso, la sete dell’uomo di comunicare, in un mondo in cui la comunicazione è diventata importante quasi come l’alimentazione, trovare nuove forme per farlo diventa una ricerca tutt’altro che futile e accademica, ma di grande interesse ed utilità. Abbiamo le comunicazione via cavo, con la fibra ottica a farla da padrona, e via etere, dove qui invece ad avere la parola di imperatore è quella satellitare. La tecnologia però non vuole limitarsi solo a queste due essenziali forme di comunicazione e guarda oltre.

Presto infatti potrebbe aggiungersi un nuovo mezzo wireless. Gli ingegneri elettronici dell’Università di Stanford hanno messo a punto un sistema di comunicazione wireless capace di inviare messaggi digitali attraverso i liquidi. L’innovativo sistema in questione sfrutta comuni componenti chimici per inviare dei segnali binari a distanze anche ragguardevoli, andando così a sostituirsi alle dorsali in fibra o ai sistemi wireless basati sulle onde radio.

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Comunicazione attraverso i liquidi, a che serve?

Ovviamente, la domanda nasce spontanea: a che serve tutto ciò? Partiamo dal fatto che difficilmente una ricerca parte per mero interesse accademico.

La ricerca della verità nuda e cruda è un concetto artistotelico ormai ampiamente superato, oggi si cerca l’utile e stanziare soldini senza averne un riscontro pratico sarebbe un suicidio al giorno d’oggi. Innanzitutto, questa forma di comunicazione alternativa sarebbe perfetta per comunicare laddove l’accesso ad apparecchi elettronici non è consentito.

Potrebbe inoltre essere utilizzato in caso di attacco terroristico o di tempesta magnetica, due elementi che metterebbero in grave difficoltà i classici sistemi di comunicazione via cavo o via etere. Insomma, ecco subito trovato l’utilizzo pratico di tale ricerca tecnologica. Naturalmente, lo studio per ora è ancora in fase embrionale e appaiono un paio di problemini tutt’altro che facili da eliminare. Il primo è che il segnale chimico al momento non riesce a coprire distanze elevate, il secondo è che porta con sé delle interferenze chimiche abbastanza rumorose che ne compromettono il corretto trasferimento delle informazioni da veicolare.

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