Com’è stato il 2015 su Twitter: le tendenze più diffuse dell’anno

Il 2015 sta per giungere alla conclusione e per alcuni è già tempo di bilanci: ad esempio, com'è stato il 2015 su Twitter? Andiamo a scoprirlo.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Il 2015 sta per giungere alla conclusione e per alcuni è già tempo di bilanci: ad esempio, com'è stato il 2015 su Twitter? Andiamo a scoprirlo.

E’ stato l’anno di Charlie Hebdo e quindi dell’hashtag #JeSuisCharlie, di cui poi si è abusato in maniera straordinaria specialmente alla fine dell’anno, sempre tuttavia legato a fatti tragici. E’ stato l’anno della Parigi terrorizzata, delle vittorie che non ti aspetti – come quella del diritto al matrimonio per gli omosessuali in Irlanda – ma è stato anche l’anno dell’Expo 2015 di Milano e come sempre gli One Direction hanno spopolato tra i Directioners con migliaia di hashtag da annoverarsi sempre tra i più popolari su Twitter. E’ stato l’anno delle rivolte negli Stati Uniti, ma anche del povero ragazzo che aveva costruito un orologio che l’insegnante ha creduto essere una bomba. E poi è stato l’anno di Plutone, svelato dalla sonda New Horizons, e dei migranti, nel bene e nel male, nella volontà di accoglierli e in quella di respingerli. E’ stato un 2015 intenso, come ogni anno, che abbiamo però avuto la possibilità di commentare su Twitter, come facciamo solo da qualche anno.   Dagli attacchi al Charlie Hebdo alla recente strage terroristica di Parigi: il 2015 si è pregato per Parigi con l’hashtag #PrayForParis e con gli altri popolari trend topic, #JeSuisCharlie e #JeSuisParis, e perfino le inevitabili polemiche sull’imparzialità del dolore e dell’empatia sono diventati temi di discussione da 140 caratteri. Da Parigi ci spostiamo negli Stati Uniti, nei quali sono andate in scena le proteste dei neri contro la brutalità violenta della polizia, rea di alcuni omicidi a sangue freddo che hanno scatenato rivolte per le strade: tutti uniti sotto l’hashtag #BlackLivesMatter.   Sempre di cronaca stretta parliamo quando ci spostiamo sul fronte del fenomeno migranti. In molti hanno voluto dare il benvenuto ai rifugiati lanciando l’hashtag #RefugeesWelcome, e dibattendo sul fatto se sia giusto o meno accogliere povere persone in fuga dalla guerra e dalla violenza nel contesto più ampio dei diritti umani, di cui tanto spesso amiamo parlare senza coglierne appieno il senso. E finalmente passiamo all’evento scientifico dell’anno, a qualcosa che perlomeno ci fa un po’ sorridere: #PlutoFlyby, vale a dire la scoperta di Plutone da parte della sonda New Horizons, che da questa estate fino a oggi ha regalato e continua a regalarci scatti memorabili che ci fanno scoprire un po’ più di dettagli sul pianeta nano e meno conosciuto situato ai confini del sistema solare.   Non può infine mancare un riferimento importante a uno dei tormentoni più amati e detestati dell’anno, partito dallo scorso febbraio: l’ossessivo e ricorrente #TheDress. Di che accidenti di colore è quel vestito? Esperimento sociale di successo che, per alcuni, è anche un perfetto esempio di come possa essere la realtà vista da molteplici punti di vista diversi. Politica e società si sono rispecchiate prima nel supporto internazionale all’uguaglianza dei matrimoni, con una vittoria estremamente importante ottenuta in quel Paese un filino cattolico che è l’Irlanda, attraverso gli hashtag #HomeToVote e #LoveWins, e poi, come ogni anno, milioni di utenti si sono dati l’appuntamento su Twitter per commentare l’esito delle elezioni che si sono succedute in diversi Paesi, dall’Argentina all’India, dal Canada a Singapore.   Per scoprire nel dettaglio com’è stato il 2015 su Twitter, vi invitiamo a consultare la pagina dedicata a The Year on Twitter 2015, anche per dare un’occhiata alle voci emergenti, ai cinguettii più retwittati, ai trend topic più popolari e a tutti i fenomeni che si sono succeduti mese dopo mese e che hanno trascinato milioni e milioni di utenti a diffondere le proprie opinioni, rigorosamente in 140 caratteri.

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Argomenti: Social Network