Come i droni cambieranno l’agricoltura

Dopo il giornalismo, i droni rivoluzioneranno anche l'agricoltura, migliorando l'efficienza del monitoraggio e intervenendo tempestivamente laddove sia necessario.

Condividi su
Seguici su
di Daniele Sforza, publicato il
Dopo il giornalismo, i droni rivoluzioneranno anche l'agricoltura, migliorando l'efficienza del monitoraggio e intervenendo tempestivamente laddove sia necessario.

Stando alle tecnologie emergenti, il futuro ci riserva delle belle sorprese: le nuove tecnologie, infatti, tendono a migliorare la nostra qualità della vita e a ridurre i costi del lavoro oltre che a far risparmiare sulle tempistiche. Tra queste, figurano sicuramente i droni, che operati in diversi ambiti, cambieranno il modo di affrontare le cose, soprattutto in certi tipi di lavoro. A cambiare, ad esempio, sarà sicuramente l’agricoltura: secondo il MIT Technology Review i droni agricoli spiccano tra le 10 tecnologie emergenti più utilizzate. Scopriamo perché.  

I droni rivoluzioneranno il lavoro agricolo

In Giappone vengono già utilizzati sulle risaie, mentre in Italia si fanno conferenze e corsi per insegnare a pilotare i droni secondo la normativa vigente – che meriterebbe un capitolo a parte – allo scopo di implementare l’utilizzo dei droni nelle aree agricole rispettando tutti i criteri e i parametri richiesti. I droni agricoli rientrerebbero dunque nell’ambito della cosiddetta “agricoltura di precisione” e contribuirebbero a risparmiare costi di lavoro e a migliorare il monitoraggio delle zone agricole, oltre che a effettuare interventi mirati laddove ce ne sia bisogno.   Nel frattempo, il 28 gennaio a Roma si terra la conferenza “Droni in Agricoltura” per volontà della Roma Drone Conference, mentre Biofly e HobbyHobby tengono corsi di pilotaggio teorico e pratico dei droni, con la finalità di far acquisire a chi di dovere l’APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto), ovvero le competenze necessarie per utilizzare queste tecnologie e applicarle al meglio nei propri ambiti professionali. Oltre ai corsi si avrà la possibilità di ottenere l’autorizzazione dall’ENAC per operare nelle aree non critiche – quelle libere da abitazioni, impianti e strutture – e perfino un drone, previo comunque un consistente costo per avere il pacchetto completo, che si aggira a poco meno di 5 mila euro.   Quel che è certo è che il mondo del lavoro sta cambiando guardando alle tecnologie innovative: abbiamo già visto come le stampanti 3D siano in grado di realizzare palazzi, ville e case e come il giornalismo cambierà grazie ai droni. Ora tocca all’agricoltura: più monitoraggio, più efficienza, maggiore risparmio. Il progresso tecnologico, insomma, sembra volgere assolutamente in positivo.

Condividi su
Seguici su
Argomenti:

I commenti sono chiusi.