Cimitero Facebook: più utenti morti che vivi entro il 2098, ecco perché

Entro il 2098 su Facebook ci saranno più utenti morti che utenti vivi: un fenomeno da non sottovalutare per il social network, ecco perché.

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Entro il 2098 su Facebook ci saranno più utenti morti che utenti vivi: un fenomeno da non sottovalutare per il social network, ecco perché.

Entro il 2098, quindi fra circa 70 anni, Facebook diventerà il cimitero virtuale più grande del mondo e sul social network vi saranno più utenti morti che utenti vivi: una statistica particolarmente singolare e curiosa quella redatta da Hachem Saddiki dell’Università del Massachusetts, che esemplifica da un lato una problematica non indifferente, dall’altra evidenzia una serie di problematiche che probabilmente la piattaforma social gestita da Mark Zuckerberg non ha ancora compreso. L’analisi di Haddiki parte infatti da due dati fondamentali: da un lato il numero degli utenti su Facebook, con le iscrizioni che anno dopo anno dovrebbero rallentare – attualmente siamo a circa 1,6 miliardi di utenti su Facebook – dall’altro l’ostinazione del social network di trovare una soluzione finalizzata a eliminare automaticamente gli account degli utenti deceduti.   Il fenomeno non è affatto da sottovalutare, né da considerarsi una boutade, visto che secondo una stima della società Digital Beyond, specializzata in eredità digitale, quest’anno saranno ben 970 mila gli utenti Facebook che moriranno. Molti di più rispetto al 2012, quando furono 580 mila e ancora di più rispetto al 2010 quando i deceduti furono circa 386 mila. Cifre dunque che sono destinate ad aumentare nel corso degli anni con l’aumentare dei nuovi iscritti, che magari oggi sono minorenni o a cui è proibito attualmente l’utilizzo del social network.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Entro il 2098 più morti che vivi su #Facebook: un problema che il social dovrà gestire prima o poi[/tweet_box]     A oggi l’unico modo per cancellare l’account Facebook di un utente deceduto è quello di entrare nel suo profilo – e quindi fare il login a meno che la pagina del social network non si apri già direttamente sul profilo dell’utente – e selezionare l’opzione relativa all’eliminazione del profilo. Per effettuare il login tuttavia è necessario conoscere le credenziali di accesso, e quindi username e password, ma ovviamente non tutti gli utenti sono disposti a cedere a terzi i loro dati di accesso, neppure in tali circostanze. Questo ha portato lo studio a decretare che entro la fine di questo secolo su Facebook ci saranno più morti che vivi.   E questo, seppur sembri essere di natura ridicola, è un problema serio che prima o poi Facebook dovrà risolvere, anche in seguito alle varie lamentele ricevute dagli utenti legate alle impostazioni automatiche del social network che ricordavano, in luogo di compleanni o foto ricordo, la persona deceduta, ravvivando vecchi ricordi che per forza di cose creano dolore. Un tentativo di risoluzione poco efficace è stato effettivamente effettuato da Facebook che, a proposito di eredità digitale per l’appunto, ha chiesto ai suoi utenti di nominare un altro profilo sociale in qualità di erede per gestire la propria identità digitale. Ma basterebbe davvero questo ad arginare un problema? Nel testamento – si spera il più tardi futuro – saremo davvero chiamati a dover inserire anche i nostri codici d’accesso su Facebook e l’identità del nostro erede digitale?

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