Ciao @evleaks: grazie di tutto e in bocca al lupo

Evan Blass, conosciuto dai più come @evleaks, si ritira: non potremo più leggere le sue indiscrezioni sui device più attesi dell'anno. Andiamo a vedere perché.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Evan Blass, conosciuto dai più come @evleaks, si ritira: non potremo più leggere le sue indiscrezioni sui device più attesi dell'anno. Andiamo a vedere perché.

Uno dei più noti insider della scena tech decide di andare in pensione anticipatamente: stiamo parlando di Evan Blass, conosciuto dai più come @evleaks, inesauribile fonte di rumors e indiscrezioni su Twitter. Il suo cinguettio (tuttavia non l’ultimo) è stato inequivocabile: “Tutte le cose belle giungono a una fine. Vi ringrazio per questi 2 anni meravigliosi“. Con 187 mila followers, Evan Blass, che nel suo curriculum vanta esperienze professionali anche per Engadget e PocketNow, decide di ritirarsi dalla scena prevalentemente per 2 ragioni: una riguarda la salute, l’altra l’economia.  

Perché @evleaks si ritira

Il gioco non vale più la candela: pochi gli introiti derivanti dalle sue indiscrezioni e soprattutto dal suo sito. Gli introiti pubblicitari hanno subito il duro colpo di AdBlock, ovvero quell’applicazione utilizzata da molti utenti per bloccare i messaggi pubblicitari sui siti. Troppa fatica per niente, quindi, e forse anche una mancanza di riconoscimento per il lavoro di un instancabile insider: dal Nokia Android alle prime immagini del nuovo HTC One M8 fino al Moto 360, gli esperti del settore non possono fare altro che ringraziare Evan Blass, spesso fonte ufficiale per le proprie informazioni.   Ma il ritiro dipende anche da un problema di salute: infatti, Evan Blass (35 anni) è affetto da sclerosi multipla e la situazione sembra che sia peggiorata nell’ultimo periodo. Un problema ben più grave e serio di quello economico che non consente a Blass di sprecare le sue energie per “beneficenza”.   In un’intervista a The Next Web ripresa anche da Androidiani, Blass ha affermato che “provare a monetizzare un flusso di leak via Twitter non è facile”. Raccogliere donazioni è finito per diventare “come chiedere l’elemosina online”. A ciò si è aggiunto anche un sito, ma la maggior parte degli utenti preferisce continuare a visitare il suo profilo e l’utilizzo di AdBlock non gli consente di ottenere gli introiti necessari alla prosecuzione del suo lavoro. “A tutto questo si aggiungono condizioni di vita insostenibili, con una malattia in costante peggioramento”. Per il futuro, afferma Blass, “avrò bisogno di maggiore sicurezza economica per me stesso“.   Che dire: solo grazie e in bocca al lupo. Per tutto.

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