Caso Google vs Huawei, arrivano le prime reazioni anche in Italia

Anche in Italia arrivano le prime reazioni alla presa di posizione di Google nei confronti di Huawei.

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Anche in Italia arrivano le prime reazioni alla presa di posizione di Google nei confronti di Huawei.

Non poteva che generare polemica la situazione relativa allo scontro frontale tra Google e Huawei, scontro però che, almeno per il momento, rimane in potenza, nel senso che a conti fatti grossi cambiamenti per ora non ce ne sono, ma le parole di Big G fanno pensare che ce ne saranno eccome.

Polemica in Italia su Google vs Huawei

Android Pie 9 non è eterno e secondo quanto abbiamo capito dalle dichiarazioni di Mountain View, con Android 10 Q per Huawei saranno grossi problemi. Perdere la possibilità di aggiornare il proprio sistema operativo, e vedersi eliminate dal pacchetto app alcune applicazioni clou offerte da Big G, sarebbe un danno enorme per la casa cinese che a quel punto si troverebbe costretta ad assumere il pieno controllo della sua merce, cosa che però non ha certo il medesimo appeal che dà Android.

Huawei con OS personalizzato e app tutte sue in stile Apple al momento sembra utopia, ma se il braccio di ferro dovesse arrivare alla pratica allora per l’azienda diventerebbe inevitabile. Ma intanto anche in Italia, in attesa che i politici dicano la loro (se hanno capito cosa sta succedendo), arrivano le prime reazioni. Ecco le parole di Luca Spada di Eolo: “In EOLO è da sempre che ho bannato l’ingresso di vendor tecnologici cinesi, principalmente per due motivi:
1) le aziende tecnologiche cinesi sono nate COPIANDO le idee e i prodotti europei e americani. Huawei, che agli inizi è nata copiando gli apparati dell’americana Cisco, aveva addirittura lo stesso identico linguaggio di programmazione degli apparati di rete.
E’ vero: oggi hanno i proprio lab di ricerca e sviluppo, ma hanno sfruttato per anni la mancanza di una legge a tutela del copyright in Cina. Questo è stato inaccettabile: sono nati e cresciuti sfruttando gli investimenti di R&D di altre aziende.
2) tutela e protezione del mercato italiano, in primis, ed europeo. In EOLO preferiamo lavorare con fornitori italiani o in subordine almeno europei.
Il fatto che ora Google e Intel li abbiano bannati, con danni economici per loro ENORMI (i costi dei loro smartphone aumenteranno senza contare tutti gli investimenti fatti con Huawei che andranno svalutati) significa che hanno prove concrete di implementazioni hardware e software “discutibili” sugli apparati Huawei…”

Prende la posizione opposta invece il Codacons che scrive: “Seguiamo con preoccupazione la lotta commerciale tra Google e Huawei, a pagarne le spese saranno, come sempre, i consumatori.

Inibire la possibilità di aggiornare il sistema operativo e, conseguentemente, l’utilizzo di app essenziali e estremamente diffuse come, ad esempio, Gmail, Youtube e il Play Store, costituisce un danno enorme per i consumatori. Sia in termini di sicurezza del sistema e della privacy, più vulnerabili ad attacchi esterni in mancanza di aggiornamenti, sia in termini di funzionalità del prodotto. I possessori attuali di prodotti Huawei rischiano di trovarsi, entro breve tempo, con un device non utilizzabile o quantomeno limitato. Pertanto invitiamo Google, le Istituzioni europee e italiane a fare chiarezza sulle effettive ripercussioni a danno dei consumatori e chiediamo all’azienda di Mountain View di garantire la piena usabilità e gli aggiornamenti di sicurezza a tutti i consumatori in possesso di uno smartphone o di un tablet Huawei”.

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